Wolf Müller & Cass. – The Sound Of Glades

Wolf Müller & Cass. ‎– 'The Sound Of Glades' (2016)

Palme, tramonti e musica. È il cocktail vincente di Wolf Müller e Cass., semplice, naturalistico e dall’alto impatto emotivo. “The Sound Of Glades” (2016) è il loro primo lavoro in tandem, un passepartout balearico che rispecchia a pieno i dettami stilistici e le forme sonore dell’etichetta International Feel Recordings, oculatamente gestita da Mark Barrott. Il suo catalogo offre un mirabile spaccato di suoni tra ambient, downtempo e new age, divenuti in breve tempo un’occasione per concedere sani minuti di svago o di riflessione alla testa e al corpo dell’ascoltatore di turno.

Il nuovo gioiello della collezione nasce dall’intesa tra due giovani produttori teutonici, già attivi da alcuni anni, cioè Wolf Müller e Cass., all’anagrafe Jan Schulte e Niklas Rehme-Schlüter. Il duo dimostra sin da subito di trovarsi a proprio agio in ambiti sperimentali, scegliendo la via di un’attenta divisione dei compiti in studio. Al primo sono affidate le ritmiche, al secondo le melodie. Dalla unione fra percussioni e note, nasce un grande ibrido di difficile catalogazione e intenso come pochi in giro. Cinque tracce baleariche, evocative, rilassanti. E per le orecchie di tutti.

Descrizione

L’approccio dei due alla materia prima è semplice. Ogni brano tende a dilatarsi nel tempo prestabilito dai musicisti. Gli strumenti tradizionali impiegati risultano essere particolarmente adatti nel tessere trame ora crepuscolari ora solari, capaci di elevare l’immaginazione e consentire un nuovo riavvicinamento sensoriale tra la natura e l’uomo, con la complicità anche di uno strisciante senso di malinconia. “The Sound Of Glades”, alla stregua di un mini concept album, prende il via con l’epica title-track. Sedici minuti ipnotici espressione di un verde lussureggiante.

Musica

La mistica Miyazaki è, forse, un omaggio all’omonimo maestro dell’anime giapponese, da sempre attento al tema dell’ambiente. La conclusione orientaleggiante del lato A è racchiusa in un fischio. La sensuale Aiolos impone un immediato cambio di atmosfere sul lato B. I tamburi provano a rubare la scena agli altri strumenti a fiato. È la soave Applepie Dream, con la complicità di alcuni field recording, a ristabilire l’equilibrio tra le parti. La conclusiva Glade Runner è la traccia, invece, più elettronica del lotto. I sintetizzatori sono al centro della composizione. Brillante come una stella.

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