Vetropaco – Vetropaco

Vetropaco – 'Vetropaco' (2016)

L’idea del del progetto è frutto dell’inventiva di Andrea Bellucci, che ha curato in maggioranza la parte compositiva. Il grosso del merito è suo. Il mio contributo è stato, invece, fornirgli alcuni materiali grezzi e contribuire anche alla stesura finale dei brani. Forse l’ho persino spinto a esplorare ambiti che aveva poco frequentato finora, spingendo un po’ sull’acceleratore.

Vetropaco” (2016) non è solo una collaborazione tra due artisti. È un passo avanti in termini di ricerca sonora per Andrea Bellucci, già Red Sector A, e Gianluca Favaron. Un voler camminare a destra e a sinistra della linea di demarcazione tra i generi. Il duo Vetropaco galleggia, infatti, in bilico su ritmi persino techno, ma non disdegna il ricorso a strutture più vicine ad ambient e IDM. La stessa combinazione di elementi analogici e di digitali si rivela generosa. I due musicisti contribuiscono, forse, in parti diseguali alla loro prima creazione, rilasciata per conto della Silentes di Stefano Gentile, ma le sette tracce del breve cd non sono affatto da sottovalutare. Sono da ascoltare con la dovuta attenzione. E, soprattutto, sono affossanti, travolgenti, finanche innovative.

La sbilenca title-track è introdotta da alcune tensioni sotterranee. Il preludio a una serie di battiti. Come se non fossero mai gli stessi. Quando sembrano crescere in intensità, diminuiscono subito dopo. Nibiru presenta un’architettura sonora simile, ben congegnata, in cui si susseguono altri colpi sordi alternati a brevi scariche elettriche. Eppure, c’è spazio anche per alcune note di pianoforte. O-Zone mette da parte qualsiasi residuo ambient e rivela presto la sua natura da rullo compressore. La traccia più techno dell’intero lotto, o la vera novità nel quadro della discografia di Gianluca Favaron.

Un titolo come Systematic Chaos è da prendere con le pinze: potrebbe trarre in inganno dopo la precedente progressione senza sosta, ma è un attento collage di rumori di fondo e percussioni. L’intensa Erase Yourself offre una grande prova dell’inedito duo. L’atmosfera diviene più misteriosa, con la complicità di inserti ad hoc. Inevitabili, però, le ripetute pulsioni. Intrigante anche la successiva Lava, un esempio di breakcore contemporanea, segnata dal ricorso a un sample vocale. Perso in una foresta di suoni. La vibrante Vetropaco Pt. 2, forse, la summa dell’intero album. Compatto.

Ogni singolo ritmo è proprio di Andrea Bellucci. Il breakcore, poi, è stato un mio suggerimento che ha soddisfatto entrambi, quindi, lo abbiamo inserito nell’album. Tutto è andato liscio. Lavoriamo in ambiti diversi, ma ci siamo trovati bene da un punto di vista personale. Ognuno ha fatto bene la sua parte ed è stato interessante ascoltare il risultato finale dei nostri scambi.

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