Ulwhednar – 1520

Ulwhednar – '1520' (2014)

Difficile mettere una pietra sul passato. Più facile collocarla in copertina. Per un esercizio di memoria collettiva, sin da titolo. “1520” (2014), non un insieme di numeri a caso, ma l’anno del ‘bagno di sangue di Stoccolma’. Un episodio rosso che, quasi cinquecento anni dopo, è recuperato dal duo Ulwhednar. Il concept album di Abdulla Rashim e Varg prende spunto dalle efferate azioni del re dei danesi, Cristiano II, che ordinò l’esecuzione di centinaia di cittadini svedesi, colpevoli di essersi rivoltati al suo dominio. Tra paesaggi innevati e riti pagani, il secondo full-lenght della Northern Electronics si pervade così di inquietudini e misteriosi riferimenti al passato locale.

Dal tumulo funerario all’ambient di Arke Fiene, l’apertura è senza luce. Colonna sonora ad hoc per cieli plumbei, quasi mai squarciati dai raggi del Sole. Bagliori analogici e pulsazioni techno irrompono in Stortget, nome della piazza della città vecchia al centro della capitale svedese, sede del massacro di novembre 1520. È il preludio a un vero martirio sonoro. Le successive tracce, Kättarens Dom e Askan Från Bålet, lo snodo post-industrial del disco: clangori, sibili e fantasmi in un turbinio di ceneri. Di roghi progressivi al ritmo di drone. Mistico furore della caccia alle streghe del XVI secolo. E il locked groove di I Evigheten I a serrare i ranghi del lato A per un loop industrial interminabile.

Dagli eretici da condannare a ciò che è sepolto sotto il ghiaccio, oltre a novantadue pietre bianche: Begravd Under Is e De 92 Vita Sternara. Titoli indecifrabili, caratterizzati dalla spinta isolazionista delle sonorità impiegate. Meccanica fredda: zero compromessi compositivi, soltanto riverberi sintetici e distorsioni della bassline. Infine, Midvinter. Tributo al solstizio d’inverno, il giorno con meno ore di luce durante l’anno. Avvolta in una coltre dark ambient, è l’evocazione sonica di un mondo abitato da ombre. L’ultimo scossa giace, invece, ancora tra i solchi del lato B. L’ennesimo locked groove, I Evigheten II, per non far diradare mai il noise di fondo. O la nebbia sulla Scandinavia.

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