Tim Hecker – Virgins

Tim Hecker – 'Virgins' (2013)

Reykjavik, Seattle, New York. Dall’Atlantico al Pacifico, andata e ritorno in studio. Tre sessioni di registrazione dal vivo con un vero e proprio ensemble nel corso di tre periodi di un anno già segnato dall’uscita di “Instrumental Tourist” (2012) in coppia con Daniel Lopatin. “Virgins” (2013), il nuovo ed emotivo album di Tim Hecker. L’atteso successore su Kranky del dittico composto da “Dropped Pianos” (2011) e di “Ravedeath, 1972” (2011) è fondato su una tavolozza sonora più ampia, talvolta percussiva, dalle tonalità sempre astratte. Ne deriva una sorta di improprio tributo alle origini del minimalismo, con annessi colpi teatrali. Grigie rifrazioni, una condizione noise latente, drone polverosi, incursioni finanche digitali. Il ‘tradizionale’ caos elettronico è, infatti, mitigato da cembali e note sia di pianoforte che di clarinetto. Rinunciare in parte ai tratti distintivi della propria arte, a favore di un qualcosa di differente, la cifra della caratura del canadese.

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