Tim Hecker, Daniel Lopatin – Instrumental Tourist

Tim Hecker, Daniel Lopatin – 'Instrumental Tourist' (2012)

Un album intenso e carico di pathos. Dodici brani astratti, ma lirici, per affascinare l’ascoltatore. La purezza giace a un passo dalla devozione. E Tim Hecker ha già esplorato quegli stati trascendentali associati a fantasticherie religiose, con annessi organi a canne, in “Ravedeath, 1972” (2011). Allo stesso modo, Daniel Lopatin, come Oneohtrix Point Never, aveva concluso il suo “Replica” (2011) con cori celesti, seppur il resto dell’opera era colmo di rumori sporchi. Quelle voci ricompaiono in “Instrumental Tourist” (2012), una release Software Records. I rintocchi di Ritual For Consumption e l’atmosfera cupa di Vaccination For Thomas Mann fanno il paio con i feedback distorti di Intrusions, GRM Blue I e GRM Blue II. Frammenti di una grande collaborazione.

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