Thomas Köner – Permafrost

Thomas Köner – 'Permafrost' (2010)

Thomas Köner è un artista multimediale tedesco interessato a coniugare esperienze visive e uditive. Nonostante la sua riluttanza per essere stato definito come ‘il pioniere della techno isolazionista’, è anche conosciuto nell’ambito della scena club-oriented per il progetto Porter Ricks in collaborazione con Andy Mellwig. Nel corso della sua lunga carriera, il suo nome è stato collegato a colonne sonore, remix, video e installazioni come quelle per il Centre Pompidou di Parigi, la Hayward Gallery di Londra, il Walker Art Center di Minneapolis, la Staatliche Kunsthalle di Baden-Baden. Il suo sound è stato diffuso attraverso innumerevoli album ed EP e, originariamente pubblicata diciassette anni fa, “Permafrost” (1993) fu l’opera finale della sua seminale trilogia artica – le altre erano state “Nunatak Gongamur” (1990) e “Teimo” (1992), entrambe eccellenti.

Nelle due opere precedenti, Thomas Köner ha cercato di individuare la profondità di fondo dei paesaggi ghiacciati del Polo Nord, ma “Permafrost” ne rivelò la loro anima ed essenza. Più scuro e minimale dei suoi predecessori, questo album è per molti l’apice dei primi lavori dell’artista. Il gong di “Nunatak Gongamur” e le armoniche note che si trovano in “Teimo” diventano solo un ricordo, perché questo è stato l’album in cui Thomas Köner ha davvero ridotto il suono all’essenziale. Tutto ciò che rimaneva erano le profonde, ombrose risonanze e i gassosi bordoni che sarebbero diventati il biglietto da visita del produttore all’interno della scena ambient. I passaggi più tranquilli furono utilizzati per aumentare il brivido terrificante dei toni più abrasivi e dei picchi rombanti e così il risultato apparve come una invidiabile narrazione di incrollabile potenza.

La ristampa di “Permafrost” (2010) su Type ha fornito una rara opportunità di apprezzare anche il pittorico uso del silenzio, elemento cruciale per un introspettivo mondo di ghiaccio eterno, in cui le frequenze ai confini dell’udito umano generano uno stato di paura che attraversa la mente e il corpo. I nomi delle tracce esprimono un senso di freddo e di disorientamento: ‘nivale’ è un sinonimo di nevoso; un ‘seracco’ è una formazione tipica di un ghiacciaio, che si genera a seguito dell’apertura di crepacci. ‘Firn’ è neve parzialmente compattata, cristallizzata in una struttura più densa; mentre il ‘permafrost’ è un terreno dove il suolo è perennemente ghiacciato o al di sotto del punto di congelamento dell’acqua, cioè 0°C o 32°F, da due o più anni. Infine, ‘meta incognita’ significa ‘frontiera sconosciuta’ in latino. È anche il nome dato all’Isola di Baffin dalla Regina Elisabetta I. “Permafrost” è senza eguali per la sua qualità.

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