Theo Parrish – 71st & Exchange Used To Be

Theo Parrish – '71st & Exchange Used To Be' (2014)

Il re Mida della Detroit più house. Tutto ciò che tocca Theo Parrish si trasforma inevitabilmente in oro. Impressioni jazz, rimandi old school, sapori soul per una vena creativa che sembra non conoscere alcun tipo di sosta. “71st & Exchange Used To Be” (2014) è l’ennesimo excursus dimostrazione della sua arte.

Stavolta il suo contenitore è la label britannica Trilogy Tapes, in collaborazione con la label ammiraglia Sound Signature e una marca d’abbigliamento, Palace Skateboards. Antipasto dell’album in uscita, “American Intelligence” (2014), il 12’’ mette in rilievo il connubio di esperienza, tecnica ed estro visionario del produttore a stelle e strisce.

La title-track, tra percussioni e ritmi tribali, offre, infatti, un groove alieno e difficilmente replicabile. La struttura minimale un ponte tra futuro e passato in odor di Africa nera. Inclinazioni melodiche e sogni filtrati dai sintetizzatori. Qualità del suono: elevatissima.

Con Petey Wheetfeet, Theo Parrish rispolvera, invece, un crescendo di intuizioni ed esperimenti, estemporanee e stravaganti bordate dritte all’orecchio altrui. Il funk di Blueskies Surprise, infine, dimostra che niente è lasciato al caso. Piano, batteria e inserti blackness si fondono in un tutt’uno. Note per anime assorte al chiaro di Luna.

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