The Mystic Jungle Tribe – Plenilunio

The Mystic Jungle Tribe – 'Plenilunio' (2017)

Tre musicisti affiati, zero limiti alla creatività, e, soprattutto, la Luna piena come musa ispiratrice. Il plenilunio è la fase del satellite naturale della Terra durante la quale è illuminato dal Sole ed è visibile per un’intera notte. Un evento, da sempre associato a una serie di bizzarre superstizioni, al centro dell’omonimo album firmato The Mystic Jungle Tribe, il quarto in ordine cronologico, il secondo in studio e, soprattutto, il primo su Periodica Records. L’esordio boom di “Solaria” (2015), una raccolta di brani di un certo rilievo e dai molteplici retroterra culturali, il mini-album “Live In Napoli” (2017), testimonianza cult della prima performance come band per Milord, Mystic Jungle e Whodamanny, e la cassetta “Live At Discosafari” (2017) un tris di biglietti da visita.

Plenilunio” (2017) si configura, però, come il miglior prodotto finora concepito tra le calde pareti di legno del West Hill Studio, praticamente, un gradino sopra l’ottimo 12” “Qvisisana” (2016). Il quinto lavoro come The Mystic Jungle Tribe coincide, in modo sorprendente, con la quinta delle fasi lunari, quella di opposizione, ma appare legato in larga misura al vivace passato del gruppo. La tradizionale mistura di generi in bilico tra disco, funk e jazz è, come da copione, al centro del progetto, surrogata anche da alcune sfumature tanto eclettiche quanto elettroniche. Il virtuoso approccio di Dario Di Pace, Enrico Fierro e Raffaele Arcella alla materia sonora è, infatti, fondato su una solida commistione di energia, spontaneità esecutiva e ammaliante psichedelia in chiave retro.

Jupiter And Callisto ne offre un’immediata dimostrazione. Battiti già ‘stellari’ per rimarcare tramonti dorati, o attimi di puro relax in attesa della Luna piena. Mesmerize e Forest Of Mysteries completano il lato A. Due tracce, a dir poco, insolite nel quadro della produzione del trio. La prima più lunga e dinamica nell’agire, con una componente freak rappresentata dagli inserti di vocoder e sassofono affidati a Giulio De Asmundis. La seconda caratterizzata da una durata inferiore e da un indole quasi introversa, al netto di ritmiche mai calanti, introdotta da una scarna apertura. Il lato B offre subito una vellutata dichiarazione d’amore al corpo celeste che veglia ogni notte sui sogni degli ascoltatori: la title-track conferma ancora una volta la sinergia in atto tra i musicisti.

La chitarra fa capolino a metà del brano, in un quadro di bassi di gran pregio, con ogni elemento sonoro collocato al posto giusto. Il mutare del pattern ritmico non compromette dirada l’atmosfera estiva brillantemente evocata. La successiva è, invece, meno romantica e più fondata sulla tipica suspense in note che ha contraddistinto le colonne sonore di decadi fa. Mass Mirage, con Andres Balbucea alle Yamaha DX21, il sottofondo ideale per commentare delitti ai tropici. Più tesa Wind Phenomena, una pausa dalla solita attitudine disco. All’evasiva Sun Flares Ascension è affidato il compito di calare il sipario dopo mezz’ora di musica. La conclusione di “Plenilunio” l’ennesimo spaccato criptico targato The Mystic Jungle Tribe. Un colpo al cerchio e una alla botte.

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