The Exaltics – Remixes

The Exaltics – 'Remixes' (2015)

Una piramide di nomi rovesciata verso il buio del bosco. Lo sfondo di una notte stellata. E il bagliore della cometa The Exaltics. La compilation “The Truth 2008-2013” (2015) ne raccoglieva le polveri di una carriera sempre sopra le righe. Il 12” “Remixes” (2015) rilancia, invece, con forza le sue stesse idee, stavolta ristrutturate per mano dei pesi massimi dell’electro contemporanea. Solar One Music supera anche una volta sé stessa, pur non affidando alle stampe una release nuova di zecca. La potenza e l’impatto di cinque remix ricollocano, infatti, l’anima pulsante di Robert Witschakowski in trame ancora più oscure e dinamiche. Un progetto ambizioso, con artisti convocati non solo per celebrare l’estro altrui. Semmai per aggiungerci qualcosa di proprio.

Non si tratta di reinterpretazioni qualunque: “Remixes” si pone come collezione di talenti accomunati tutti dal verbo electro di cui sono stati fautori di sublimi trattati in note nel recente passato. Un lusso, o un vanto, per pochi la possibilità di elencare sulle note di copertina i nomi, o meglio gli pseudonimi, di E.R.P., Ultradyne, Gosub, Objekt e, soprattutto, Dopplereffekt. Sul lato A, Gerard Hanson, in arte E.R.P., è il primo a rimodellare la materia prima offerta da The Exaltics. Eterei panorami e drum machine ruggenti: dal loro continuo sovrapporsi scaturisce una versione di My Language notturna e struggente. Segue, poi, il violento battito di Compressed Thoughts, a cura di Ultradyne, cioè l’altra faccia della medaglia, per un brusco cambio di direzione.

Sul lato B, ascoltare i.m.o.E.H. significa ritornare indietro nel tempo. In una manciata di secondi emergono le profondità dei mondi drexciyani, intrisi di echi utopici e dominati da insiemi di bollicine a piede libero. Shad T. Scott, meglio noto come Gosub, non è soltanto autore di un ottimo mastering del 12”, ma confeziona la cornice di un sogno, tra battute scattanti e synth scintillanti. Se un inspirato Objekt, a.k.a. TJ Hertz o uno dei talenti dell’ultima ora, rilegge con gusto e precisione Journey To Jupiter, il ‘maestro’ Gerald Donald rincara le dosi di propulsione e rigore in Instinct. Una semplice bassline fondata su tre note trasforma il suo Dopplereffekt Hubble Constant Remodel in un obliquo esercizio di stile. Sound design alieno, massima resa sonora.

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