The Exaltics / Morphology – The Exaltics Meets Morphology

The Exaltics / Morphology – 'The Exaltics Meets Morphology' (2012)

Il presente incontra il presente. A cominciare da un artwork, curato da Duncan Mattocks e che tranne salvo un colore riprende il precedente, la serie va avanti a gonfie vele. Il sentiero battuto è sempre quello che si snoda per le vie dell’electro e della techno e che emoziona ogni qualvolta la puntina del giradischi si innesta sui giusti solchi dell’ennesimo vinile limitato a duecento copie e, come da copione, diviso in coppie di tracce firmate da The Exaltics e, stavolta, dal duo finlandese a nome Morphology. Una vera garanzia per “The Exaltics Meets Morphology” (2012) su Solar One Music.

Sono bastati solo tre anni a Michael Diekmann e Matti Turunen per lasciare il segno all’interno del panorama della musica elettronica contemporanea grazie a ormai numerose release che hanno messo in luce una notevole classe e un’accurata ricerca sonora. Il lato A del disco è, ovviamente, d’appannaggio di Robert Witschakowski, che con Changing Things ribadisce il marchio di fabbrica attraverso il quale abbiamo imparato a conoscerlo, ovvero ritmi sostenuti, toni oscuri e un’alone di tenebra che si propaga inesorabilmente anche sulla successiva Quiet Earth.

È electro allo stato puro, grezza, angolare. I battiti sono solidi, seppur in diminuzione, e le melodie ricoprono il giusto ruolo loro assegnatogli: avvolgere l’ascoltatore in una eterea spirale per condurlo a fantasticare su un mondo dominato da macchine e sulle loro possibili interazioni con l’uomo. Con Neural Network, subentrano i Morphology. È un colpo in un istante. Nonostante il lavorare in studi separati, questo brano, come tanti altri, non fa che mettere sempre in primo piano la loro sapienza nel gestire la materia primordiale che continuano a plasmare con enorme accuratezza per i dettagli, basti pensare alla contorta ritmica o alla bassline distorta.

Suoni, luci, albe meccaniche. L’atmosfera si fa ancora più fredda, cupa. Stochastic Resonance la riecheggia e, attraverso battiti che sembrano provenire dalle viscere della Terra, ne definisce nuovamente i contorni. Un genere come l’electro sopravvive grazie all’inventiva di chi lo porta più a cuore e riesce a far propria la lezione del passato per comprendere il futuro. Dopodiché, è possibile interpretare il presente attraverso i propri canoni, sperimentando nuove soluzioni sonore, re-impostando parametri, non aderendo a nessuna formula prestabilita, stimolando così nell’ascoltatore una moltitudine di riflessioni. Missione compiuta da The Exaltics e dai Morphology.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.