The Exaltics / Gosub – The Exaltics Meets Gosub

The Exaltics / Gosub – 'The Exaltics Meets Gosub' (2012)

Il futuro incontra il passato. Due artisti cresciuti a chilometri di distanza e in continenti diversi. Entrambi, però, in prima linea nel diffondere un genere musicale considerato come tra le più autentiche avanguardie del secolo corrente e, ovviamente, anche del precedente. Sin dalla sua fondazione nel 2006, la Solar One Music, diretta da The Exaltics, ovvero Robert Witschakowski, e da Nico Jagiella, ne è diventata una costante sostenitrice e, dallo scorso gennaio, con una brillante serie ha deciso di inaugurare un piccolo ciclo che vedrà l’artista di casa, The Exaltics per l’appunto, essere affiancato da uno dei protagonisti, o meglio dei pionieri, della suddetta scena electro, Gosub in primis, passato alla storia per uno stile quanto mai forbito.

Le prime due tracce del lato A sono, dunque, firmate dall’ennesimo talento sbocciato negli ultimi anni e, con una manciata di release all’attivo, in grado di lasciare sin da subito molti a bocca aperta. L’apertura con My Language risulta essere quanto mai calibrata in tutti i suoi elementi, alcuni tipici all’interno della discografia del produttore tedesco, alle prese con un sound elettronico talvolta oscuro che, però, non disdegna mai di strizzare l’occhio alle immancabili melodie. The Exaltics alza poi la posta in gioco perché, supportata da costanti pulsioni e improvvise distorsioni verso un electro ancor più scintillante e funky, I.M.O.E.H. è pura deepness contaminata. Strane ma gradevoli vibrazioni s’insediano nota dopo nota. L’atmosfera si riscalda subito.

È il turno dell’alienante Plug In. Non si può parlare di un suono di Brooklyn, ma di un chiaro rimando alla Detroit più inspirata, su cui si staglia la maestosa figura di Gerald Donald, la cui creatività finisce per essere spesso frammentata in una moltitudine di progetti paralleli, talvolta accomunati anche dall’uso del vocoder per incidere singolari partiture vocali. Gousb attinge a piene mani a una simile eredità, ma non disdegna di emozionare l’ascoltatore puntando anche su un freddo minimalismo che, poco dopo, lascia spazio ai ritmi meno secchi e più articolati in un’instabile You Cant Escape The Present. La componente astratta lascia spazio a quella più propriamente magica in un connubio di suoni elettrici, gioiosi a tratti, per una traccia eccezionale.

Naturalmente, ogni etichetta che si rispetti ha il suo marchio di fabbrica, la sua particolarità, un certo vezzo, un che la distingua nel mare magnum di competitor in continuo aumento. Non a caso, “The Exaltics Meets Gosub” (2012) è stato stampato in sole duecento copie, inserite all’interno di una busta di plastica al fine di preservare il pregevole artwork realizzato su entrambe le facciate del disco. L’illustratore australiano Duncan Mattocks, amante della pittura ad olio, qui cattura due volti a dir poco spettrali che, immaginando possano essere quelli stilizzati di Robert Witschakowski e Shad T. Scott, non incutono affatto timore, ma solo un profondo rispetto.

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