Sterac aka Steve Rachmad – Secret Life Of Machines (Remastered)

Sterac aka Steve Rachmad ‎– 'Secret Life Of Machines (Remastered)' (2012)

Con gli anni Novanta del secolo scorso, la Detroit techno aveva cominciato a mettere radici al di fuori del suo tradizionale fertile terreno a stelle e strisce. È, infatti, in Olanda che nasce e si afferma un poliedrico musicista, capace di coniugare funk e soul ricorrendo, tra imponenti archi e orecchiabili melodie, a brillanti costruzioni analogiche: Steve Rachmad. Per la realizzazione di “Secret Life Of Machines (Remastered)” (2012) ha combinato alcune drum machine quali la Roland TR-808 e la R-8m e altrettanti datati sintetizzatori come il Roland U-20, il Juno-106 e il Roland JX-8P, lo Yamaha TX-81z e FB-01. I suoni che ne derivarono furono all’epoca devastanti e fu così che si stagliò definitivamente la figura di un produttore, dj e remixer di successo.

Sin da adolescente, ha cominciato ad acquistare dischi e farli girare nei club di Amsterdam e, tagliando e incollando, le sue primissime produzioni risalgono già a metà degli anni Ottanta. Un viscerale amore per la musica lo spinge perciò a circondarsi di solide attrezzature da studio, fornendogli così la possibilità di esplorare al meglio il vasto spettro sonoro elettronico. Contemporaneamente, dall’altro lato dell’oceano si stavano diffondendo sempre più nuovi musicali linguaggi globali veicolati dai pionieri quali Larry Heard e Derrick May e, giorno dopo giorno, traendone una forte ispirazione, Steve Rachmad perfezionava la sua cifra artistica, oggi difficilmente da conteggiare all’interno di una discografia che annovera un centinaio di uscite.

L’olandese è un virtuoso dei soprannomi a cui è ricorso per differenziare lavori e remix, rilasciati alle stampe su più etichette – tra cui 100% Pure, a.r.t.less, Be As One Imprint, Bio, Cocoon Recordings, EC Records, Delsin, Get Physical Music, Kanzleramt, M-Plant, Music Man Records, Sino, Strictly Rhythm, Tresor – che, come ricorda Christian Zingales nel suo sempre utile “Techno. Storia, Dischi, Protagonisti” (2011) edito dalla Tuttle, hanno messo in luce la sua natura di “grande e instancabile artigiano dal prolifico ritmo produttivo, gran pasticciere di schiume analogiche e funkitudine ritmica”.

Negli ultimi anni, è stato invece attivo solo come Ignacio, Parallel 9, Steve Rachmad e, per l’appunto, Sterac, il cui album del 1996 va, dunque, celebrato per il suo essere un classico senza tempo per le squisite qualità tecniche del suono e per il calore che emerge ogni qualvolta la puntina del giradischi percorre i solchi di un doppio vinile senza punti deboli, scorrevole e sintetizzato, ad esempio, in una traccia traccia quale Mysterium, autentico spartiacque numerico di “Secret Life Of Machines (Remastered)”. Le sopracitate macchine non hanno segreti per Steve Rachmad che, di fatto, le padroneggia a pieno e, piuttosto, drum machine e sintetizzatori vivono grazie alla sua maestria che, sin dai minuti iniziali, è possibile cogliere in un trionfo di suoni futuristici.

In occasione della pubblicazione di tale ristampa – a cui è seguiranno alcuni 12” contenenti remix dello stesso Sterac e da amici quali 2000 & One, Joris Voorn e Ricardo Villalobos – Steve Rachmad si è, inoltre, prestato alle riprese di un breve documentario celebrativo in cui ripercorre le tappe essenziali della sua lunga carriera. Tra le incursioni di uno e più volti noti della scena elettronica mondiale, emerge il timido ritratto di un artista umile, a tratti quasi silenzioso che, in realtà, ha esercitato un’influenza notevole per tutti coloro che sono venuti dopo di lui in Europa e non e la cui creatività ha finito per apparire senza fine. Al pari della programmazione delle macchine stesse.

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