Stelvio Cipriani – UST 7013

Stelvio Cipriani – 'UST 7013' (2017)

Un album con un prefisso numerico. Una caratteristica comune a svariate librerie musicali, specie se parte di un ampio catalogo come quello delle sussidiarie in orbita Fonit-Cetra. La storia di “UST 7013” (2017), una ristampa su Sonor Music Editions, non è dissimile da altre release similari pubblicate nel corso degli anni Settanta, le cui tracce non erano, paradossalmente, destinate a un immediato utilizzo come sottofondi per documentari o servizi televisivi, ma circolavano in forma promozionale, stampate su poche copie in vinile per gli addetti ai lavori, pronti a farne buon uso.

“UST 7013”, già pubblicato dall’HIFI International (1976), è una di quelle opere meno note all’interno della vasta discografia di Stelvio Cipriani, prolifico compositore per la settima arte, incline, talvolta, a concedersi qualche incursione nel mondo delle library. Una manciata di lavori oscuri, poco noti al grande pubblico sedotto dal suo inconfondibile sound, e spesso divenuti oggetti di culto per appassionati e collezionisti, disposti a investire cifre considerevoli per una prima stampa. Riscoperto di recente, un titolo come “UST 7013” rientra di diritto in questa selezione.

Le sue quattordici tracce offrono un notevole campionario della sua sensibilità sonora. La dolcissima Confidenze D’Amore apre il lato A con un arrangiamento da pelle d’oca, dal retrogusto cinematografico, per sassofono, tromba e chitarra. Rilassante Sabbia Rovente, meno estiva e dannatamente morriconiana la cavalcata Praterie Texas, laddove la chitarra, gli archi e il coro rimandano ai  grandiosi scenari dei capolavori leoniani. Sorprendente Hippy Love, con una prima parte soft, tra tamburelli e pianoforte, e una seconda tanto devastante quanto romantica.

Anche Gocce Di Rugiada offre squarci di delicatezza, con le note che cadono fragili al suolo. Struggente Rimani Amore, forse un tema per amanti pronti alla separazione. Il brano più lungo di “UST 7013” è intitolato E Scese La Sera… e offre una dimensione meno drammatica del precedente, con gli archi sullo sfondo e le percussioni a imprimere un cambiamento alla sua andatura classicheggiante. Il lato B riparte con un piccolo cult della library: Notte Delle Streghe. Atmosfera misteriosa ed echi tribali. Tratti ricorrenti in numerose colonne sonore firmate da Stelvio Cipriani.

Nel mezzo, forse, una citazione di In-A-Gadda-Da-Vida degli Iron Butterly, brano particolarmente amato dal compositore. Anche il taglio di Fantasma Spiritoso è cinematografico. Oltre l’interludio giallo-thriller, Orchidea Nello Spazio, per altri minuti di tensione e accordi di chitarra nel vuoto. Ancora brividi con Incontro Di Fate e nuovi rimandi western con Sogno Di Cowboy. I toni di Danza Degli Gnomi sono, invece, meno fiabeschi e più enfatici, classici per un poliziottesco. Magica Orizzonti Fatati. L’ideale per tramonti in cui il giallo e il rosso finiscono per confondersi.

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