Stelvio Cipriani – The Bloodstained Shadow

Stelvio Cipriani – 'The Bloodstained Shadow (Original Soundtrack Music From The Film)' (2016)

Fuori tempo massimo. Il secondo e ultimo giallo-thriller di Antonio Bido è un piccolo cult per gli appassionati di cinema di genere, proprio come il primo, “Il Gatto Dagli Occhi Di Giada” (1977), ma avrebbe meritato miglior sorte. “The Bloodstained Shadow” (1978) fu distribuito nei cinema durante l’estate e non ebbe il riscontro commerciale sperato. L’insuccesso costringerà il cineasta a sporadici ritorni sul set. Il film era l’ennesimo ‘tardo’ recupero del filone inaugurato dalla trilogia zoonomica di Dario Argento. Sin dal titolo adottato, vale a dire meno sangue e più suspense, il più ‘personale’ “Solamente Nero” si poneva come un’alternativa a “Profondo Rosso” (1975): sviluppava la poetica del regista, trasferiva l’azione dalla provinciale Padova alla spettrale Venezia e perfezionava gli sviluppi narrativi generatori di tensione. Strumentale il ricorso a personaggi ambigui, coinvolti nei delitti sia sul piano emotivo che su quello psicologico.

Stefano (Lino Capolicchio), un professore di matematica, fa ritorno alla laguna veneta dov’è nato, ospite del fratello, Don Paolo (Craig Hill). Il suo arrivo coincide sia con una serie di omicidi, scanditi da lettere minatorie che il sacerdote continua a ricevere, che con terribili visioni che sconvolgono la sua mente. Il clima di paura s’infittisce e le sedute spiritiche condotte dal conte Mariani (Massimo Serato), pedofilo e omosessuale, dal medico Aloisi (Sergio Mioni) e dalla signora Nardi (Juliette Mayniel), ostetrica abortista che nasconde un figlio affetto da schizofrenia, alimentano i sospetti di Stefano. L’aiuto della restauratrice Sandra (Stefania Casini) consentirà al protagonista di scoprire che i delitti sono collegati all’assassinio di una ragazza di cui non è stato identificato il colpevole. Inseguendo i propri incubi da bambino, l’uomo giungerà alla verità. L’assassino è il fratello che, dopo aver confessato, si lancia dal campanile della chiesa.

Dopo aver fatto esordire i Trans Europa Express, il regista era intenzionato a scritturare i Goblin, ma alcune incomprensioni tra la Produzioni Atlas Consorziate (P.A.C.) e la Cinevox impedirono un vero e proprio lieto fine. La colonna sonora fu, infatti, affidata a Stelvio Cipriani, che si servì dei componenti del complesso come turnisti non accreditati. Sin dalla graffiante Incubi Ricorrenti, è ravvisabile il loro stile, trademark di un decennio di fervida attività. Il tema principale è affiancato da L’Ossessione e La Dolce Sandra. Il primo un frammento atmosferico. Il secondo un leitmotiv dolce e malinconico. La tracklist di “The Bloodstained Shadow (Original Soundtrack Music From The Film)” (2016), una prima stampa in vinile a cura della Death Waltz Recording Company, il pianoforte in solitaria de Il Giovane Professore, la cupa e ossessiva Gli Inganni, la dissonante Lettere e la commistione di rock e musica sinfonica de La Fattucchiera.

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