Stelvio Cipriani – Sono Stato Un Agente C.I.A.

Stelvio Cipriani – 'Sono Stato Un Agente C.I.A. (Original Motion Picture Soundtrack)' (2011)

Funk, pallottole e antiche rovine. Il groove della partitura di Stelvio Cipriani e un insolito film di spionaggio, ambientato in Grecia, una location abbastanza inedita. “Sono Stato Un Agente C.I.A.” (1978), diretto da Romolo Guerrieri, narra la storia di un ex agente della Central Intelligence Agency statunitense, Lester Horton (David Janssen), che prova a fare buon uso dei suoi trascorsi per scrivere una serie di libri incendiari sulla prostituzione e sul traffico di stupefacenti.

La pellicola prende il via ad Atene, con l’uomo intento a raccogliere materiale per i suoi testi: dalla sua camera d’albergo è fotografare alcuni spacciatori per strada. Lester Horton segue, poi, il venditore di tappeti persiani Mahmet, detto ‘il turco’, che utilizza la sua attività come copertura per lo spaccio. Mahmet è assassinato all’interno di un cinema a luci rosse. Un evento che spinge Lester Horton ad allargare lo spettro delle sue indagini, oltre le attività della malavita locale.

Lo scrittore scopre che c’è la C.I.A. dietro la sua esecuzione ed entra in conflitto con il suo vecchio datore di lavoro, Maxwell (Arthur Kennedy), pronto a ostruire le sue ricerche, così come avvenuto in passato. L’intricata vicenda è complicata dalla morte a Rodi del migliore amico dello scrittore, l’agente John Florio (Maurizio Merli), dipendente dall’eroina, che ha sposato la sua ex fidanzata, Anne (Corinne Cléry). John Florio non è stato, però, eliminato a causa del suo vizio.

Prima del decesso, l’agente ha rivelato a Lester Horton che il collega John Benson è stato ucciso non per motivi connessi alla droga, ma perché in possesso di alcuni nastri che contengono sue registrazioni riservate circa un eventuale piano statunitense da adottare in Paesi anti-capitalisti, da attuare tramite l’assassinio di funzionari governativi. L’intenzione della C.I.A. è di far scomparire quelle memorie e, con esse, tutti coloro che potrebbero diffonderne il pericoloso contenuto.

L’ex agente è torturato all’interno di un centro di igiene mentale e poi assiste alla morte di Anne. Il concitato duello finale tra il sicario C.I.A. Chiva (Ivan Rassimov) e Lester Horton si svolge, infine, tra le rovine dell’acropoli al vertice dell’isola greca. “Sono Stato Un Agente C.I.A.” non è, forse, tra le pellicole più riuscite di sempre, ma la trama idealista e gli sfondi naturali della Grecia, uniti a un buon ritmo, lo elevano in positivo tra altri prodotti simili diffusi alla fine degli anni Settanta.

A metà strada tra un poliziesco e un film d’azione, “Sono Stato Un Agente C.I.A.” beneficia, inoltre, delle musiche di Stelvio Cipriani, un compositore a suo agio con più di un genere della settima arte. Nell’arco del decennio ‘di piombo’, l’artista romano si è cimentato con successo nella stesura di partiture non solo per alcuni cult del giallo-thriller all’italiana, perché il suo nome ritorna spesso nei crediti di numerosi drammatici e poliziotteschi, film di fantascienza ed erotici.

Altissima la qualità delle sue opere. Il suo stile inconfondibile. I temi portanti di ogni singola pellicola musicata da Stelvio Cipriani sono semplici e orecchiabili. L’oratorio e la formazione classica, i trascorsi alla C.A.M., dove si avvicendano i grandi delle colonne sonore per depositare le proprie opere, e quelli alla Ricordi, ad accompagnare al pianoforte i giovani cantanti da provinare. Esperienze diverse che hanno costituito un importante bagaglio di conoscenze e competenze.

Altre soluzioni creative sono state, invece, figlie dei tempi che correvano. Il compositore ha da sempre mostrato un certo interesse per le sonorità d’oltreoceano, dal funk al jazz, fino alla disco. Lo score completo di “Sono Stato Un Agente C.I.A. (Original Motion Picture Soundtrack)” (2011), inedito per decadi, è stato stampato in cd dalla Chris’ Soundtrack Corner. Quattro tracce erano già apparse nella raccolta “Enfantasme / Papaya Dei Caraibi / Sono Stato Un Agente C.I.A.” (1978) della Beat Records Company.

Il commento sonoro per il film di Romolo Guerrieri, già dietro la cinepresa per il celebre “Il Dolce Corpo Di Deborah” (1968), prende il via con l’incendiaria Relax. Feeling disco, mood spensierato. Un’apertura quasi da ballare più che da ascoltare. Un mix di archi, basso, percussioni e pianoforte. In un istante, è facile confondere il tema di “Sono Stato Un Agente C.I.A.” con quello di un film romantico. Anche perché il seguente C.I.A. Agent è il suo contraltare triste, rimarcato dal flauto.

È legato a doppio filo alla vita in chiaroscuro di Lester Horton, in pensione e ai margini della società. Il trittico di brani Agent Tale, Journey In Athens e Athens Reprise costituiscono il lato etnico della soundtrack. Dapprima romanticismo e violini, poi una composizione scanzonata, in linea diretta con la tradizione ellenica, e la sua rallentata ripresa. Echi del sound che ha caratterizzato, ad esempio, un piccolo cult quale “Zorba Il Greco” (1964) diretto da Michael Cacoyannis.

La partitura di “Sono Stato Un Agente C.I.A.” ha anche i suoi frangenti oscuri. È il caso di Investigation Rhythm. Una manciata di accordi di chitarra e i sintetizzatori sullo sfondo per ristrutturare C.I.A. Agent, utili per punteggiare l’atmosfera durante l’avvio delle indagini sulla morte di Mahmet. La successiva ripresa di Relax è dolcissima, strategica per essere associata alle immagini dello scrittore che incontra la sua amata Anne anni dopo la loro tormentata separazione.

All’interno dell’opera di Stelvio Cipriani ci sono, però, anche tracce come Sad Death che, in meno di due minuti, offrono una sintesi dell’intero impianto sonoro. Slanci tribali, perfetti per le sequenze degli inseguimenti, e un’ulteriore malinconica ripresa della destrutturata Relax. Convincente il funk Dangerous Memories, sospesa Murder In Athens, coincidente con il decesso di John Florio, tesa come una corda Programmed Man. Gli archi e il basso sufficienti per far crescere la tensione.

The Old Spy si pone sulla medesima falsariga. Oltre l’interludio minimalista, la delicatezza di Lester’s Book e la variante ritmica Lester And Anna: due brani entrambi derivati da Relax. Il flauto lo strumento protagonista di Love And Peace, dedicata al panorama di Rodi. Acropolis Fight è il sottofondo che vivacizza il duello tra le antiche rovine. Brevissima Another Sad Death, alla stregua di un lamento. Infine, i titoli di coda con l’immancabile Relax. Una costante incendiaria.

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