Stefano Rocchi – Contrasto

Stefano Rocchi – 'Contrasto' (2015)

Non mi sento un gran musicista, specie se a confronto con l’esempio che ho in casa. Spero di continuare ad avere buon gusto, orecchio e migliorare sul piano della tecnica, con la consapevolezza che è necessario tempo per fare un altro passo avanti. Ora, però, è arrivato il momento di crederci fino in fondo.

Dalle prime release in digitale alle recenti apparizioni su 12”, Stefano Rocchi ha bruciato qualche tappa intermedia, propria di un percorso artistico già affrontato dal fratello Riccardo Rocchi, tra i pionieri della techno ‘made in Rome’ e oggi apprezzato chitarrista all’interno della band che accompagna dal vivo il compositore Fabio Frizzi.

Anch’io volevo salire sul palco, non essere spettatore e, a partire dal djing, dire qualcosa in più: non mi bastavano i dischi degli altri. Come produttore sono molto critico con me stesso, non mi piace imitare altri artisti e procedo per tentativi. La musica può essere anche semplice, ma va rispettata e capita.

I primi passi in console e, in contemporanea, piccoli e grandi esperimenti, di cui uno ha trovato espressione ultima in “Contatto” (2014) su Love Blast, un concentrato di energia. Dodici mesi dopo, ancora più ispirato, Stefano Rocchi vende una consonante per comprarne due: nasce così “Contrasto” (2015) per Blackwater Label.

Lo scorso disco aveva radici old school, con intro e outro ambient e uno stile acid techno atto a rimarcare l’interazione tra macchine e uomo. Un carattere cupo presente anche nel nuovo singolo, basato su un conflitto personale, come nei colori, rappresentato dalle sfumature che il mare in copertina rappresenta.

Un 12” netto, che non passa affatto inosservato, specie per la grafica curata da Gino Venezi, e che si presta a varie tonalità d’ascolto. Le tre tracce, Bianco, Grigio, Nero sono, infatti, da decifrare oltre il loro colore se i concetti statici di suono e immaginazione divengono un tutt’uno pulsante nell’arco di pochi intensi istanti.

Il lato A è sperimentale, brillante come il colore Bianco. Qui, ritmo e loop cadenzati accompagnano un sound percussivo e ciclico. Segue, poi, il Grigio, una sorta di brano alter ego, figlio di confusione nella stasi. Il lato B si fa portatore, invece, di un sentimento di rivalsa in Nero, un’occasione di rinascita techno.

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