Schaltkreis Wassermann – SKW

Schaltkreis Wassermann – 'SKW' (2016)

Anno nuovo, vecchia Private Records. Il nutrito catalogo dell’etichetta berlinese si arricchisce di un misterioso titolo: “SKW” (2016), una raccolta di versioni estese e inediti degli Schaltkreis Wassermann. Il duo, composto dagli svizzeri Daniela e Peter Wassermann, è stato attivo nei primissimi anni Ottanta, pubblicando un album, “Psychotron” (1982), sulla propria label, Space-Records, e un trittico di singoli. Dopodiché la coppia di artisti ha preferito ricorrere ad alias quali Eternal Bliss e Matterhorn per firmare i successivi lavori. Tutti assimilati a una matrice synth-pop, genere allora in voga, e minimalisti sul piano compositivo. Il cuore del progetto è stato, però, meccanico. Lo stesso “SKW”, figlio delle registrazioni di “Psychotron”, poggia le sue solide fondamenta su un equipaggiamento composto da ARP 2600, ARP Avatar, Roland 100M, Sequential Circuits, Prophet V e, immancabile, Roland Space Echo. E lo stesso pseudonimo, Schaltkreiss Wassermann, è legato a doppio filo a questi macchinari.

Ogni sintetizzatore consiste di un numero di circuiti interconnessi che compongono un più grande, nonché complesso, apparecchio. Nel nostro Space-Sound-Studio avevamo una miriade di circuiti collegati a un sistema globale: questo era lo Schaltkreis Wassermann (in italiano, ‘Circuito Acquario, N.d.R.). Qui potevamo programmare sintetizzatori giorno e notte e affinare i suoni come volevamo. Siamo stati in grado di costruire anche le nostre stesse attrezzature.
I suoni elettronici ci riguardavano molto più da vicino di tutto ciò che è fatto con strumenti convenzionali. Alcuni suoni sembrano influenzare direttamente alcune parti del cervello e cambiare immediatamente e in modo sostenibile la coscienza di sé. L’elettronica è stata la sfida creativa totale per noi. Non è stato più il virtuosismo del musicista a essere importante, erano solo più veloci i computer e la fantasia, l’immaginare e realizzare nuovi suoni, rimaneva centrale.
Come compositori, non abbiamo avuto bisogno di un’orchestra sinfonica, perché con l’ausilio di registratori multi-traccia potevamo tratteggiare paesaggi sonori più eterogenei. E una batteria elettronica deve suonare diversa da un set di batteria acustica. Noi volevamo qualcosa di nuovo. Abbiamo perciò lavorato duramente e a lungo sul nostro sound. Volevamo che anche dopo una dozzina di ascolti la nostra musica fosse ancora come una nuova scoperta.

Una condizione propria anche degli ascoltatori pronti ad approcciarsi oggigiorno a “SKW”. Una release in doppio vinile curata nei minimi dettagli e arricchita da adesivo, note di copertina e poster. Il suo packaging è sempre impeccabile. Ciò nonostante, la vera nota di merito per il proprietario dell’etichetta sta nel suo continuo setacciare il mercato dei dischi dimenticati, estraendoli dal cono d’ombra che li attanaglia e ripulendoli dalla polvere che li ricopre. Sul lato A, gli Schaltkreis Wassermann, con lo zampino del misterioso Jean-Clone de Plastiq, partono subito a razzo. Esaurito il countdown, Space Shuttle – TV Series Soundtrack (12” Maxi Version) diviene un viaggio galattico, con inserti di trasmissioni via radio. La sferragliante Fly With Us segue in scia, con un ritmo che, poco alla volta, si fa incalzante. E nella mente fanno capolino le immagini della sigla della serie tv “Supercar”, marchiata da sonorità affini.

Non delude Why (12” Maxi Version). Una traccia che tende ad avvilupparsi su sé stessa ma, oltre un carattere inizialmente fumoso, alza il volume e aggiusta il tiro con una buona dose di percussioni. Sul lato B, l’apertura è dominata dalla Full Moon Night, con largo uso del vocoder, e Space Symphony, una gemma. Il suo battito è leggero e mai invasivo. Il senso di sospensione nel vuoto una costante. Il sogno, forse, troppo breve per essere vissuto fino in fondo. E il risveglio abbastanza brusco: Are They Really (12” Maxi Version). Dal trionfo dei sintetizzatori a una base quasi funk, il passaggio è godibile, con tanto di clap e ritornello in inglese facilmente ricordabile. Segue Time Is Tight, cover dei Booker T. & The M.G.’s, per un compresso sound proto-electro. Sul lato C, sorprende Hyperspace – TV Series Soundtrack, una cavalcata cosmic apparentemente senza sosta. Diretto contraltare di tanta potenza è Lux (Soundtrack Version).

Si tratta di una sorta di tool di sole percussioni non a tempo. Appare straordinaria, invece, Arabesque. Si precipita con dolcezza in un’altra dimensione. Basso, chitarra e sintetizzatori si alternano e si confondono nell’arco di sei melodici minuti. Dopodiché, una ripresa di Space Shuttle – TV Series Soundtrack (7” Single Version) e, sul lato D, un altro brano-manifesto degli Schaltkreis Wasserman: Sex Is Out, dedicata alle donne in menopausa. Con un passaggio simile a Trans-Europe Express dei Kraftwerk. Subito dopo, Vierspur è meno ingessata in un involucro interstellare e più propulsiva. Diverte anche Space Lux, con i suoi ingranaggi lentamente in movimento su cui si ripete un pugno di note. Infine, Love In Space, brano cantato per un finale in sordina, tanto pomposo quanto romantico. “SKW” riporta così in auge un suono psichedelico derivante dalle frequentazioni del duo con Albert Hofmann, l’inventore del composto LSD. Per una piccola distorsione della realtà musicale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.