Sandro Brugnolini – Fantabulous

Sandro Brugnolini – 'Fantabulous (Colonna Sonora Originale Del Film)' (2015)

L’omaggio di celluloide ai supereroi dei fumetti. “La Donna, Il Sesso E Il Superuomo” (1968), meglio noto come “Fantabulous”, è stato un maldestro tentativo di scimmiottare alcuni personaggi in voga non solo sul grande schermo di cinque decadi fa. Un film tanto bizzarro quanto goliardico, dai tratti psichedelici e, talvolta, con dialoghi in rima. L’opera prima del massmediologo e soggettista Sergio Spina ha finito per essere un prodotto fin troppo alternativo, la cui sceneggiatura è figlia della penna del giornalista Furio Colombo. Un suo collega, Sandro Brugnolini, l’autore, invece, di una divertente colonna sonora, nota di merito di un co-produzione italo-francese.

Il protagonista di “Fantabulous” è Richard Werner (Richard Harrison), rapito dagli agenti di una misteriosa azienda svizzera, la Fantabulous Inc., gestita da Karl Maria Von Beethoven (Adolfo Celi). Una volta in sede, il direttore gli mostra un avveniristico laboratorio dove, con l’ausilio di un enorme apparato elettronico, il biofisico Krohne (Gustavo D’Arpe) intende manipolare il cervello umano, puntando alla creazione di un individuo perfetto. Richard Werner è stato scelto per essere il primo a sottoporsi all’esperimento. Nonostante un tentativo di fuga, l’uomo è sottoposto a una dolorosa operazione e trasformato in un autonoma dotato di forza e intelligenza superiori.

Ribattezzato F17, e controllato a distanza grazie a una valvola alla base del collo, il novello ‘superuomo’ è incaricato di rubare il ‘plasma atomico’, la rivoluzionaria energia assoluta custodita nell’Atomic Center di Ginevra, in modo da dimostrare alle potenze globali le sue capacità, inducendole a ‘ordinare’ un suo simile alla Fantabulous Inc., per proteggere i più deboli in un quadro di dilagante criminalità. Il tallone d’Achille di F17 è, però, la sua fidanzata Deborah Sandor (Judi West). Nel corso di una presentazione pubblicitaria, l’eroe la riconosce tra il pubblico e va in tilt. Una volta riacquista la sua personalità, ingaggerà l’ultima battaglia contro i suoi folli manipolatori.

Una pellicola come “La Donna, Il Sesso E Il Superuomo” si presta facilmente a una doppia lettura. Da una parte, la figura del superuomo è un’autentica caricatura in tuta e mantellina, invulnerabile al fuoco e alle pallottole e, proprio come Superman con la kryptonite, ha un punto debole. Dall’altra, la parodia ordita dal regista e i suoi collaboratori è smorzata di fotogramma in fotogramma, mediante l’inserimento di alcuni crudi inserti di documentari di attualità, quando il mondo era diviso in due blocchi e la minaccia nucleare non era soltanto uno ‘spauracchio’, ma una possibilità concreta. Il film fu presentato anche al Festival di Locarno, ma non ebbe il seguito sperato.

Anche lo score di Sandro Brugnolini non ha goduto di particolare appeal. La sua prima edizione fu rilasciata in pochissime, se non introvabili, copie per conto della Beat Records Company (1968), praticamente, il secondo vero e proprio album di un catalogo che, oggigiorno, conta centinaia di titoli. L’etichetta di Franco De Gemini era agli inizi e non fu azzardata alcuna stampa costosa. La versione precedente alla ristampa di “Fantabulous (Colonna Sonora Originale Del Film)” (2015) a cura della Four Flies Records è, infatti, priva di copertina. In buona sostanza, tali circostanze hanno fatto sì che si perdessero le tracce della partitura, a eccezione del suo brano principale, Fantabulous, incluso nella compilation “Cinecocktail” (2004) a cura della stessa etichetta romana.

La colonna sonora del film fu realizzata nel 1967, nell’arco di tre giorni d’agosto presso i prestigiosi studi della FonoRoma, dove era solito registrare un compositore del calibro di Armando Trovajoli con la sua orchestra. Altri due giorni a settembre furono necessari per il mix finale. Nella mente di Sergio Spina, “Fantabulous” doveva essere una pellicola fortemente pop, dal linguaggio comics. Il regista era, inoltre, un amante del jazz e della Modern Jazz Gang di Sandro Brugnolini, quindi, si rivolse in modo diretto all’amico che, nel frattempo, aveva maturato alcune esperienze in termini di musica per la settima arte. Stavolta era preferibile uno score più frizzante e meno ‘ingessato’.

Non a caso, per interpretare le due trascinanti canzoni, Fantabulous e I’ve Glimpsed You, fu scelta la singolare voce di Giampiero Scalamogna, artista meglio noto come Gepy. L’intera sua band, più due coriste statunitensi, fu coinvolta nel turno di registrazione, in modo di aggiungere al sound un ulteriore tocco afro-americano. Il gruppo fu, inoltre, affiancato da un pool di musicisti professionisti, già membri della rinomata orchestra Rai: Angelo Baroncini e Silvano Chimenti alle chitarre, Antonello Vannucchi all’organo, Carlo Metallo al sassofono, Cicci Santucci alla tromba, Maurizio Majorana al basso, Roberto Podio alla batteria e Tonino Ferrelli alla chitarra baritona.

Alla colonna sonora parteciparono anche il direttore d’orchestra Luigi Malatesta, che scrisse le musiche con Sandro Brugnolini, e I Cantori Moderni Di Alessandroni, cruciali per interpretare fonemi onomatopeici quali ‘bang’, ‘bam’, ‘flip’, ‘gosh’, in continuità sia con una certa tradizione jazz che, soprattutto, con l’atmosfera da fumetto del film. Anche i titoli dei brani rispettavano tale ‘copione’. Cup rimanda a ‘cupola’, cioè la Fantabulous Inc., mentre Op sta per ‘operazione’, quella subita dal protagonista e, in un certo senso, si connette al movimento avanguardistico Op Art. Sal per ‘salita’, Susp per ‘suspense’, Rhyt per ‘ritmo’ in inglese e Vol per ‘volo’ gli altri buffi esempi.

La nuova edizione di “Fantabulous” rilasciata dalla Four Flies Records affianca un 7” al canonico album, restituito agli appassionati dopo un accurato restauro dei differenti nastri conservati negli archivi della Beat Records Company e a casa di Sandro Brugnolini. Il 7” allegato si configura come un simpatico bonus con le vibranti versioni di Fantabulous (Alt. Mix) e I’ve Glimpsed You (Alt. Mix), differenti dalle stesse presenti all’interno dello score, aperto da Cup. Una traccia robusta per un intrigante lato A. Rullo di tamburi, fiati in grande spolvero e basso scalciante. Dopodiché, una prima pausa con il tema Fantabulous presentato in versione rallentata, privo della voce di Gepy.

La successiva Op è introdotta dall’organo, con la chitarra, il vibrafono e I Cantori Moderni Di Alessandroni sullo sfondo. Le loro voci accompagnano un crescendo dai toni misteriosi destinato, però, a un’evoluzione in termini di battiti. Il ritmo prende, infatti, quota, con la tromba di Cicci Santucci al centro della composizione, prima di una chiusura affidata all’organo iniziale. Il brano più lungo in termini di durata è seguito da un’altra lenta e delicata versione di Fantabulous, ancora più notturna, con il pianoforte in evidenza e una manciata di accordi di basso e chitarra. I Cantori Moderni Di Alessandroni ritornano, invece, in Sal. Voci per gli spazi lasciati liberi dall’organo.

Il lato B offre subito il tema Fantabulous al vibrafono, ma animato dal coro di voci. Anche la gradevole I’ve Glimpsed You ritorna per due volte in versione orchestra. Nel primo caso, con i fiati alternati alla chitarra. Nel secondo, con piglio orientaleggiante. Nel mezzo, prima la ritmata Rhyt, con assoli di chitarra e tromba, e poi la versione strumentale beat di Fantabulous diffondo ampie dosi di buonumore e vibrazioni positive. Interessante l’esercizio vocale Vol affidato a I Cantori Moderni Di Alessandroni, chiamati singolarmente a ripetere la parola ‘Fantabulous’ con varie sfumature. Grande chiusura con la solita title-track, ormai impressa per sempre nella memoria.

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