Romolo Grano, Gianni Oddi – Le Montagne Della Luce

Romolo Grano, Gianni Oddi – 'Le Montagne Della Luce' (2019)

Di ritorno da uno dei suoi viaggi, il mercante greco-romano Diogene raggiunse due grandi laghi dietro i quali si ergevano le montagne innevate da dove pensò nascesse il Nilo. Un complesso rinominato, così come attestato da Tolomeo, ‘montagne della luna’. Il Ruwenzori è posizionato al confine tra Uganda e Repubblica Democratica Del Congo. La sua massima elevazione è il Monte Stanley, con la cima Margherita a cinquemilacentonove metri, in onore di Margherita Di Savoia, a seguito della prima ascensione del monte da parte di Vittorio Emanuele III nel 1906. I sei massicci separati da profonde gole e nascosti dalle nuvole sono risorse perenni di acqua, fondamentale nel sistema idrografico del grande fiume africano. Le montagne del Ruwenzori e le aree circostanti, parte del sistema geologico della Rift Valley, ospitano la flora più ricca e rara dell’intero continente nel settore tra il limite delle nevi e i tremilacinquecento metri.

A centottanta chilometri dalla capitale Nairobi, sorge Il Monte Kenya, scalato per la prima volta da Halford Mackinder, uno dei padri della geopolitica. L’estinto stratovulcano è noto in gikuyu come Kiringaya, cioè ‘la montagna dello struzzo’ a causa della similitudine visiva tra il bianco e il nero delle piume dell’uccello e il colore dei massicci rocciosi misti alle nevi perenni e ai ghiacciai. Il Monte Kenya è considerato sacro dalle comunità delle aree circostanti ed è sede di riti religiosi legati alla convinzione che l’antica divinità Ngai viva sulla sua sommità. I nemici dell’omonimo parco nazionale, che comprende le due vette Batian e Nelion di oltre cinquemila metri, sono attività quali il bracconaggio, che minaccia le specie presenti, la deforestazione, l’estrazione del carbone e il pascolo illegale. Devastante l’impatto sull’ecosistema dai molteplici biomi, tra foreste nella fascia bassa e deserto oltre i tremila metri.

Il Kilimangiaro è, invece, la cima più alta dell’Africa. Le tribù Masai la chiamano ‘la casa di Dio’. La sua fama l’ha resa una delle mete più sognate. Un vulcano che svetta su una pianura immensa. La sua mole si erge dai campi coltivati alle pendici inferiori che cedono il passo a foreste rigogliose e praterie alpine. Un paesaggio lunare che conduce fino al ghiacciaio di Rebmann. Il Kilimangiaro si trova in Tanzania, al confine con il Kenya, il suo nome significa ‘montagna di luce’. È un complesso di vette vulcaniche che dominano l’orizzonte: quella di Uhuru culmina a quasi seimila metri. È il punto più alto del Kilimangiaro e del continente africano, una vetta che galleggia tra le nuvole. Il monte fu ‘concesso’ in passato a una società di colonizzatori tedeschi dai capi tribali Chaga che abitano la regione del Tanganika. Chi intraprende la salita deve transitare tra i loro villaggi alle pendici della montagna e acclimatarsi fra piantagioni di banane e di caffè.

Descrizione

Il Ruwenzori, il Monte Kenya e il Kilimangiaro. Una tonnellata di materiale tecnico, due jeep, un camion, attrezzatura da campeggio, imbarcazioni leggere per guadare fiumi, radio ricetrasmittenti, attrezzatura per segnalazioni luminose: è stato questo il bagaglio del quale era equipaggiata la troupe di Giorgio Moser, impegnata quasi cinque decadi fa nella realizzazione di un programma televisivo in sei puntate, a sfondo antropologico ed etnologico, intitolato “Le Montagne Della Luce” (1974). A cento anni dalla memorabile impresa di Henry Morton Stanley, il regista intendeva ricalcare le orme dell’esploratore inglese, ripercorrendo l’itinerario che dall’oceano Indiano conduceva al cuore dell’Africa e scalando, con l’aiuto del temerario alpinista Cesare Maestri, tre memorabili sommità legate a doppio filo a una delle tipiche leggende del continente nero, quella che prevede che l’uomo nasca sul Ruwenzori, viva sul Monte Kenia e muoia sul Kilimangiaro.

Musica

Le montagne sono lì, da qualche parte, nascoste, alla stregua di miraggi nel deserto, misteriose come isole sconosciute. Le panoramiche su tali icone di sogno, libertà e avventura sono commentate dalle note del compositore Romolo Grano e dell’arrangiatore e direttore d’orchestra Gianni Oddi, incluse in un raro e ricercato 7” (1975) pubblicato dalla Ricordi. La colonna sonora de “Le Montagne Della Luce” (2019) è tornata a brillare con nuova veste grafica e contenutistica grazie a Four Flies Records. Un recupero che ha consentito di aggiungere tre tracce riscoperte negli archivi della Flipper Music, oltre i due brani già editi, e di dare lustro all’inventiva di due professionisti non solo al servizio della settima arte. La carriera del primo è legata al piccolo schermo, con musiche per vari sceneggiati televisivi. Quella del secondo, figlio d’arte, è difficile da sintetizzare. Jazzista, turnista, sassofono per Ennio Morricone.

Ammaliante la bellezza di Kilimangiaro. Un sogno dal retroterra elettronico lungo tre minuti e cinquantacinque secondi con i vocalizzi di Edda Dell’Orso a cullare l’ascoltatore. La melodia del medesimo brano è riproposta accompagnata dal testo scandito da una voce femminile purtroppo non accreditata sul retro del 12”: è, certamente, facile ‘lasciare il cuore’ anche in Kilimangiaro (Spoken Alt. Take). La sorprendente Kukumbe è nuovamente caratterizzata dall’ugola d’oro della soprano per eccellenza del cinema italiano, a suo agio anche con lo scat. Un’autentica gemma funk impreziosita dalla funambolica tromba di Oscar Valdambrini. Il celebre musicista connota con grazia la successiva Wayombe. Calibrati virtuosismi, percussioni sullo sfondo e ritmo jazz. La temperatura sale. L’attesa cresce. Nairobi, infine, l’ultima sorpresa. Una traccia mid-tempo dalla meravigliosa bassline. Una formula vincente.

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