Roberto Nicolosi – L’Occhio Nel Labirinto

Roberto Nicolosi – 'L'Occhio Nel Labirinto (Colonna Sonora Originale Del Film)' (2017)

In un buio sotterraneo, Luca (Horst Frank) cerca invano di sfuggire a un invisibile assalitore che lo colpisce più volte con un coltello. Julie (Rosemarie Dexter) si sveglia così dal suo sogno premonitore. La donna si accorge che Luca, il suo psichiatra e il suo amante, non è con lei. Turbata dall’incubo, e da alcuni indizi, Julie lo cerca in città e presso la clinica dove svolge il suo lavoro. Una traccia la conduce a sud, in un paesino in riva al mare. Frank (Adolfo Celi), un ex gangster italo-americano, si offre di aiutarla e la conduce alla villa abitata da Gerda (Alida Valli) e da un gruppo di eccentrici artisti. Qui le tracce di Luca diventano più consistenti: un libro, il dettaglio di una foto, la sua auto in un vecchio garage. L’autrice della morte del medico è Julie, affetta da una grave forma di malattia mentale, gelosa del suo rapporto con l’uomo. Una volta eliminato Luca, aveva rimosso il fatto. In preda alla follia, Julie, uccide anche Frank, al corrente dei fatti.

All’alba degli anni Settanta, dopo l’exploit di quelli di Dario Argento, l’industria cinematografica offre allo spettatore una vasta gamma di gialli e thriller che, spesso, si limitato a ‘riciclare’ la formula vincente del cineasta. “L’Occhio Nel Labirinto” (1972) è, parzialmente, da iscrivere tra queste pellicole, ne rispetta i comuni stilemi, ma Mario Caiano, dopo “Amanti D’Oltretomba” (1965) e svariati western, riesce a trasmettere una sua precisa personalità all’opera, celebre anche per il set cosparso di oggetti futuristici e abiti kitsch. L’impianto narrativo è a sfondo psicologico, con la centralità di una donna traumatizza in età infantile e assediata dai propri incubi mortiferi: il collasso della sua mente corrisponde a un progressivo scivolamento dal piano onirico a quello della realtà. La vicenda principale diverge così dai binari tradizionali del fortunato filone ed entra in contatto con una dimensione sia sexy che spionistica, con ‘violenti’ flashback.

La stampa Four Flies Records de “L’Occhio Nel Labirinto (Colonna Sonora Originale Del Film)” (2017), una partitura di Roberto Nicolosi, è la prima con il suo ‘secondo’ titolo, perché le sue ventuno tracce sono già contenute in una rara library, “Atmosfera” (1973). Angelo Baroncini alla chitarra, Antonello Vannucchi all’organo, Cicci Santucci alla tromba, Dino Piana al trombone, Franco D’Andrea al pianoforte, Franco Tonani alla batteria, Gianni Basso alla sassofono tenore e Giovanni Tommaso al basso gli esecutori di un sontuoso commento sonoro che, a partire da Realtà, si adatta alla perfezione all’ansiosa discesa nel ‘labirinto’ della psiche altrui. La magistrale sessione jazz contiene, inoltre, alcune tracce dalle sonorità ‘alternative’ come Rose Di Mondo, Pallore e Il Declino. La prima, obliqua, per chitarra acustica e percussioni. La seconda, sospesa, dominata dall’organo a canne. La terza, sexy conclusione, per chitarra elettrica.