Roberto Nicolosi – La Maschera Del Demonio

Roberto Nicolosi – 'La Maschera Del Demonio' (2019)

Moldavia, 1630. La principessa Asa (Barbara Steele), accusata di stregoneria, e il suo amante Javutich (Arturo Dominici) sono condannati a morte dal fratello della donna: durante il supplizio, la donna è costretta a indossare una maschera con chiodi conficcati all’interno. Duecento anni dopo, il dottor Kruvajan (Andrea Checchi) e il suo assistente Gorobec (John Richardson) penetrano nella cripta di una cappella diroccata e, casualmente, s’imbattono nel cadavere della strega. Il sangue fuoriuscito da una ferita accidentale la riporta in vita. Le ‘vecchia’ Asa è identica alla pronipote Katia (Barbara Steele), che vive in un vicino castello. La strega cerca di impadronirsi del suo corpo, ma la discendente non è dedita al male. Asa resuscita Javutich e, con il suo aiuto, uccide sia il padre che il fratello di Katia, oltre al dottor Kruvajan. È il suo assistente, innamorato di Katia, a salvarla: sconfigge la strega e pone fine alla terribile maledizione.

Ispirato dal racconto “Vij” (1835) di Nikolaj Gogol’, “La Maschera Del Demonio” (1960) è il film d’esordio di Mario Bava alla regia, un cult del gotico all’italiana, il punto di partenza di un filone, caratterizzato da elementi ricorrenti quali la reincarnazione o il doppio femminile, o l’esempio più riuscito di un cinema d’imitazione che, da un punto di vista spettacolare, ha superato l’originale. Nonostante un modesto successo al botteghino, con centoquaranta milioni di lire incassati che coprirono a malapena i costi di produzione, la pellicola fece sobbalzare gli spettatori mediante la potenza orrorifica del suo prologo, con la strega colpita con forza da un martello. Una sequenza scioccante che, anziché fondarsi su un’ellissi prospettica, mostra in modo chiaro come la maschera è ‘indossata’ dalla donna, con cospicua dose di sangue. Singolare anche il feroce sguardo della strega, tramandato ai posteri grazie a giochi di luce e all’eccelsa fotografia.

Spigolosa la colonna sonora di Roberto Nicolosi, poliedrico musicista di formazione classica e apprezzato musicologo, tra i pionieri del jazz in Italia. Una partitura basata su brani orchestrali cupi e lugubri, in cui i suoni bassi dei legni, dell’organo e del pianoforte, che esprimono al meglio l’atmosfera misteriosa, sono affiancati da autentiche esplosioni di archi, ottoni e percussioni, destinate a travolgere l’ascoltatore. La prima edizione in vinile de “La Maschera Del Demonio” (2019), una release Spikerot Records, presenta una tracklist più ampia e differente rispetto l’edizione cd (2005) della Digitmovies: trentatré i brani ‘selezionati’ tra i molteplici take, alcuni inediti, in ordine cronologico, talvolta non consecutivi, ma finalizzati a un continuum horror. Tra questi figurano, inoltre, commenti ad hoc per commentare le numerose scene di suspense con arpa e tromba, mediante gli archi o attraverso il clavicembalo e il pianoforte.

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