Riz Ortolani & Nino Oliviero – Mondo Cane

Riz Ortolani & Nino Oliviero – 'Mondo Cane (Colonna Sonora Originale Del Film)' (2021)

Un cane è trascinato e preso a calci in un canile colmo di suoi simili. In Nuova Guinea, per tre giorni e per tre notti, decine di maiali sono brutalmente uccisi, cotti in modo sommario e mangiati dai membri di una comunità di ex cannibali. Negli Stati Uniti, i proprietari di cani piangono i loro amati animali in un cimitero apposito, mentre ricchi concittadini mangiano carne in scatola di specie esotiche. A Taiwan, cuccioli di cane sono allevati e macellati per una fetta di buongustai. In Italia, centinaia di pulcini sono tinti ed essiccati per essere inclusi nelle uova di Pasqua. In Francia, le oche sono alimentate a forza con imbuti per ottenere il fois gras. In Giappone, il bestiame di Kobe è massaggiato dagli allevatori e nutrito con birra per intenerirne la carne. A Hong Kong, qualsiasi animale è cibo in vendita. A Singapore, un serpente è scelto da una gabbia e scuoiato vivo. In Malaysia, le afrodisiache pinne degli squali sono cedute ad acquirenti cinesi.

In Italia, una statua di Luigi Gheno dedicata a Rodolfo Valentino è inaugurata da un comizio politico: a Castellaneta la notte profuma ancora di gelatina e si anima sulle note del tango. Un altro celebre sex symbol italiano, Rossano Brazzi, è accerchiato e conteso da donne che intendono prendergli le misure per realizzare una camicia all’interno di un centro commerciale. A Cocullo, la statua di San Domenico è, invece, trasportata in processione insieme ad alcuni serpenti. A Nocera Terinese, il venerdì santo, i battenti si colpiscono le gambe con schegge di vetro e versano il loro sangue in strada, dove si svolgerà la cerimonia. Nella cripta dei cappuccini a Roma, le ossa dei defunti sono disposte come macabri ornamenti, alla ricerca di una immortale idea del bello, mentre all’isola Tiberina gli antichi resti di uomini senza nome sono oggetto delle cure dei membri della confraternita dei sacconi rossi, costituitasi durante la peste del Seicento.

Sulle spiagge di una delle isole Trobriand, una folla di indigene insegue un pugno di uomini per catturarli e abusare sessualmente di loro, ma altrove in Nuova Guinea sono chiuse in gabbia, costrette a mangiare tapioca fino a pesare centinaia di chili ed essere vendute come mogli. In Costa Azzurra, bionde in bikini stuzzicano i marinai di una nave. In una spa in California, altre in tuta cercano di perdere peso per riprendersi da precedenti matrimoni. A Tokyo è disponibile una sala massaggi per ubriachi. Gli stessi che ad Amburgo dormono in piedi, ballano, litigano e soffrono dei sintomi della sbornia. In Nepal, i soldati gurkha eseguono un rito di passaggio vestendosi con abiti femminili per commemorare un eccidio della seconda guerra mondiale e decapitano tori in una gara di forza In Portogallo, la corsa di tori si svolge di mattina per gli appartenenti alla classe operaia e di pomeriggio, all’interno di uno stadio, per i nobili in costume.

Descrizione

“Mondo Cane” (1962) non è un’imprecazione, ma l’immagine più adatta a definire il mondo che Franco Prosperi, Gualtiero Jacopetti e Paolo Cavara si sono proposti di rappresentare e che ciascun individuo intravede nascendo e che continua a esistere malgrado il suo disinteresse. Il progetto cinematografico è fondato su vicende che, in teoria, corrispondono alla realtà, frutto di esperienze dirette derivate da due anni di viaggi. Materiale allora inedito. Il dovere del cronista non è quello di addolcire la verità, ma di riferirla in modo obiettivo. Gli argomenti affrontati non rappresentano sporadici avvenimenti della cronaca di Paesi lontani o vicini, semmai fatti che offrono allo spettatore la misura del costume dei popoli. Dal mondo primitivo a quello civile, il passo è breve. Il primo e il secondo sono facce della stessa medaglia. I parallelismi non devono favorire, però, la formulazione di giudizi morali. In fondo, è uno shockumentary.

Il successo è planetario. Presentato al festival di Cannes, e vincitore del David di Donatello per il miglior produttore, “Mondo Cane” è il mondo movie per eccellenza, caratterizzato come alcuni da tre essenziali componenti, ovvero la violenza, specie sugli animali, il tabù e il sesso. “Mondo Cane” ha, però, rivoluzionato il linguaggio stesso del filone documentario, servendosi di apposite ‘scorrettezze’ tecniche della macchina da presa che, in seguito, avrebbero fatto scuola sia in Italia che all’estero: gli epigoni degli autori esaspereranno l’aspetto della violenza all’interno delle loro opere, artefatte e colme di cupa crudeltà, mentre un regista quale Ruggero Deodato ibriderà shockumentary e fiction prima con “Ultimo Mondo Cannibale” (1977) e poi con “Cannibal Holocaust” (1980). L’altro elemento innovativo del film è, invece, il ricorso a un montaggio dinamico e serrato, in cui talune sequenze hanno un forte impatto visivo.

L’Italia non è solo la patria del neorealismo, dei sogni in technicolor di Federico Fellini e degli spaghetti western. La bacheca della settima arte tricolore è ricca di statuette e premi, così come di audaci sperimentazioni e idee vincenti al botteghino. La voce fuoricampo di Stefano Sibaldi illustra con spirito sadico gran parte delle sequenze filmate dal vero, o provocate ad arte, appositamente mostrate nei loro dettagli più crudi e in un crescendo tale da suscitare un senso di raccapriccio nello spettatore. Discutibile il valore sociologico del commento, seppur funzionale non solo nel controverso “Mondo Cane”. L’alternanza di elementi piccanti, divertenti e amorali è strumentale per accentuare il contrasto emotivo e rendere appetibile la visione dell’opera, la cui durata, un’ora e quarantadue minuti, è non meno ‘eccessiva’. La giustapposizione delle sequenze non è affatto casuale, ma corrisponde a una logica interna più o meno manifesta.

Musica

Cruciale l’uso delle sette note del pentagramma. “Mondo Cane” non sarebbe lo stesso se privato delle suggestive composizioni di Riz Ortolani e Nino Oliviero, riproposte in vinile su iniziativa di CAM Sugar e Decca. Temi struggenti, se non portanti, di facile presa sul pubblico di allora e di oggi. Una formula davvero vincente. Più un crescendo di brani lirici e orchestrali, su misura per le immagini della pellicola, e la hit senza tempo Ti Guarderò Nel Cuore (AKA More) (Models In Blue), vincitrice del Grammy Award nel 1964 per il miglior tema strumentale. Il brano è stato riproposto con testo in inglese cantato da Katyna Ranieri ed è stato numerose volte oggetto di cover, a partire da quella a cura di Frank Sinatra, così riscoperto da sempre nuove generazioni. La tracklist dell’edizione in doppio vinile “Mondo Cane (Colonna Sonora Originale Del Film)” (2021), con meravigliosa copertina di Eric Adrian Lee, contiene, inoltre, diciassette brani finora inediti.

Un’eterogenea selezione a cura dei membri dalla Spikerot Records, etichetta co-produttrice dell’opera, fondata sui ritrovamenti emersi durante il processo di rimasterizzazione dei nastri originali, con tracce cariche sia di ironia, Mondo Cane – M4 (III Stereo) e Mondo Cane – M22 (II) (Mono), Mondo Cane – M27 (VI) (Stereo), che di dolcezza, è il caso di Mondo Cane – M5 (II) (Stereo) e Mondo Cane – M18 (II) (Stereo). Non mancano neppure sfumature caraibiche o western tangibili, ad esempio, nel corso di Mondo Cane – M44 (III) (Stereo), Mondo Cane – M71 (Stereo) e Mondo Cane – M66 (V) (Stereo). Godibili anche le diversamente ballabili Mondo Cane – Presentazione Base (II) (Stereo), Mondo Cane – M64 (II) (Stereo), Mondo Cane – M66 (III) (Mono) e Mondo Cane (M73) (II) (Stereo). La partitura ‘convenzionale’, seppur innovativa e moderna, è invece introdotta dall’abbagliare dei cani e dalle suggestioni tambureggianti di Life Saver Girls.

Preludio alle note tensive de L’Isola Maledetta (The Damned Island). Da una parte il coro, dall’altra gli archi. Una dimensione sonora simile a L’Ultimo Volot (The Last Flight). Jazz ed exotica colorano rispettivamente Ragazze E Marinai (Girls And Sailors) e Hong Kong Cha Cha Cha / Colazione Al Colony (Breakfast At The Colony). Il mandolino solista di Dog Meat e la sovrapposizione fra stilemi sonori napoletani e orientali in China Tarantella due cult di una partitura che alterna di continuo luce e buio. Le ‘drammatiche’ I Pescatori Di Ragjput / Gli Squali (The Fisherman Of Ragjput / The Sharks) e Casa Della Morte (House Of Death) sono, infatti, divise da Free Way, una sorta di degüello in godibile chiave jazz. Il medesimo motivo è variato in La Forcada (The Festival Of The Bull) e ripreso una volta in più al termine della sospesa Cargo Cult (Finale Del Film), preceduta dalle danzerecce Il Purgatorio (Purgatory) e Repabahn Strasse (Repabahn Street).

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