Riz Ortolani – Nella Stretta Morsa Del Ragno

Riz Ortolani – 'Nella Stretta Morsa Del Ragno (Colonna Sonora Originale)' (2016)

Alan Foster (Anthony Franciosa), giornalista statunitense a Londra, incontra in una locanda Edgar Allan Poe (Klaus Kinski), al quale manifesta il suo scetticismo in merito all’attendibilità dei suoi racconti del terrore. Lo scrittore lo sfida a trascorrere la notte del 2 novembre in un castello dal quale nessuno è uscito vivo. Il giornalista, uomo pragmatico e di scienza, accetta la scommessa ma, una volta al suo interno è sedotto da Elizabeth Blackwood (Michèle Mercier), che asserisce di essere la sorella del proprietario del castello. Presto si rivelerà un fantasma e non sarà l’unica entità paranormale a terrorizzare Alan Foster. I defunti abitanti del castello riprendono vita dopo le loro morti violente e, trasformati in vampiri, mirano a saziarsi del suo sangue. Scampato a un’atroce sorte, il giornalista riesce a fuggire alle prime luci dell’alba ma, a causa di una fatale disattenzione, trova la morte trapassato da uno spuntone di ferro.

Descrizione

La locanda, la carrozza nel buio, gli uccelli notturni, le nebbie del giardino, le ombre del castello e un protagonista incredulo. “Nella Stretta Morsa Del Ragno” (1971) è un rifacimento di un classico dell’horror tricolore, “Danza Macabra” (1964), che brilla di luce propria al netto degli effetti speciali artigianali. Medesimo l’occhio dietro la cinepresa, quello di Antonio Margheriti, o Anthony M. Dawson, artefice di una rinnovata e costante atmosfera da incubo, legata a doppio filo a uno scrittore alienato e maledetto della storia della letteratura statunitense. Il pioniere del cinema di fantascienza in Italia è stato uno dei più affermati registi di genere: durante la sua carriera, si è confrontato con successo anche con il film gotico, “I Lunghi Capelli Della Morte” (1964), che con quello a sfondo bellico, “L’Ultimo Cacciatore” (1980), o cannibalico, “Apocalypse Domani” (1980), senza disdegnare incursioni nel poliziesco, è il caso di “Controrapina” (1979).

Musica

La cupa partitura di Riz Ortolani, riproposta dalla Dagored, presenta, in primis, il tema Nella Stretta Morsa Del Ragno, in cui un ossessivo arpeggio di chitarra elettrica è supportato dagli archi dissonanti, da un inquietante clavicembalo e dalle percussioni. È il preludio a un successivo brano ad alto impatto emotivo, Tema D’Amore, rarefatto, quasi sussurrato dagli archi nel suo andamento moderato. Il mood romantico e melodico è esteso a Dolcissimo Sogno e Ballo Al Castello, valzer per archi e clavicembalo, in seguito ripreso con alcune variazioni. L’edizione in vinile de “Nella Stretta Morsa Del Ragno (Colonna Sonora Originale)” (2016) include, inoltre, alcune tracce in cui risultano centrali, se non strategici per l’atmosfera lugubre, ulteriori arpeggi distorti di basso e chitarra, lugubri accordi di pianoforte, oscure note d’organo e percussioni ossessive quali Suspence N. 5, Allucinazioni, Nelle Tenebre, Ossessione e Incubi. Ambiguità in note.

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