Riz Ortolani – House On The Edge Of The Park

Riz Ortolani – 'House On The Edge Of The Park' (2018)

Le luci dello skyline di New York. La penombra della sua periferia. L’automobile guidata dal meccanico Alex (David Hess) taglia la strada a quella di un’ignara ragazza. Incapace di controllare i suoi istinti, la molesta e la strangola. Quando in officina fa capolino Ricky (Giovanni Lomabardo Radice), un fragile minorato mentale, i due sembrano pronti per fare bisboccia, ma entrano in scena Tom (Christian Borromeo) e Liza (Annie Belle), una coppia di giovani altolocati che invita i due a un party presso l’isolata villa del primo. Una volta raggiunta l’abitazione, gli sbandati orienteranno il loro interessante su Liza e su Gloria (Lorraine De Selle). Quando Alex è respinto, e l’amico è stato truffato a carte, comprende che la loro presenza è di puro intrattenimento per i ragazzi borghesi, così estrae il rasoio, sfregia Cindy (Brigitte Petronio) e li sequestra, legando il recalcitrante Howard (Gabriele Di Giulio). Il teppista ignora, però, il vero motivo del loro invito.

Nel solco di “Cannibal Holocaust” (1980). Diretto da Ruggero Deodato, e girato in tre settimane tra la Grande Mela e una villa a Roma, “House On The Edge Of The Park” (1980), ovvero “La Casa Sperduta Nel Parco”, è un affascinante e voyeuristico rape and revenge che, tra i continui sequestri e processi del suo grande predecessore, ribadisce un concetto caro al regista: niente è come sembra, perché la linea di demarcazione tra il bene e il male, tra buoni e cattivi è pressoché labile. Dopo essersi ribellato e aver sparato ad Alex, Tom racconterà, infatti, una parziale versione dei fatti alla polizia e non la verità: la festa è stata organizzata per vendicare lo stupro e la morte di sua sorella. Un crescendo di violenza. Macabra e perversa. Sadica e feroce. Cruciale per una trama che consente di sviluppare al meglio le diverse psicologie dei personaggi, con dialoghi brillanti e mai scontati, al fine di far emergere l’apparente distacco delle vittime snob.

La colonna sonora di “House On The Edge Of The Park” (2018) è stata stampata per la prima volta in vinile dalla Death Waltz Recording Company e, in teoria, è configurabile quale potenziale seguito accessorio della melodica partitura di “Cannibal Holocaust”, in aperto contrasto con la ferocia delle immagini sul grande schermo. L’autore è il medesimo, Riz Ortolani, che adotta un delicato brano per clavicembalo, pianoforte e voce, quella di Diana Corsini, per commentare la sequenza iniziale dello stupro in automobile: Sweetly (Titoli Vocal), da riascoltare anche in versione strumentale. Il breve commento del compositore è altresì fondato sulla traccia funk, strategica per rimarcare l’atmosfera spensierata del party, eseguita dal trio Charlie, Pat And Rosy. Alla languida La Casa Sperduta Nel Parco (Love Sequence) è, infine, contrapposta La Casa Sperduta Nel Parco (Terror Sequence), quattro minuti da incubo, caratterizzati da elementi vocali distorti, batteria spazzolata, tenebrose note di basso e occasionali inserti di chitarra.

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