Riz Ortolani – Farewell Uncle Tom

Riz Ortolani – 'Farewell Uncle Tom (Original Soundtrack)' (2019)

Tra finzione e realtà. Due reporter indagano il fenomeno della schiavitù negli Stati Uniti, immaginati ai primi dell’Ottocento. Imbarcati su una nave, hanno modo di controllare il trattamento disumano a cui sono sottoposti gli schiavi. Nelle stive, infestate da topi, sono incatenati e ingozzati a forza. Sbarcati, sono raccolti in campi di concentramento, lavati e venduti a cinici padroni, che li destineranno a case e piantagioni. I giornalisti assistono a stupri di donne nere perpetrati sotto gli occhi dei figli e, viceversa, alla castrazione di un nero violentatore. Dopo aver visualizzato i diversi modi d’intendere sia i funerali che le messe, al netto di sermoni di reverendi che difendono la schiavitù come volere divino, i cronisti raggiungono una palude dalla quale i neri cercano di fuggire, sterminati da cacciatori bianchi precedentemente appostati. Forme di prostituzione pubblica e privata precludono un netto sbalzo temporale agli anni delle Pantere Nere.

Descrizione

“Addio Zio Tom” (1971) è l’ultimo controverso mondo movie di Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi, sequestrato a livello nazionale dopo un’accusa di plagio pervenuta dallo scrittore Joseph Chamberlain, autore del libro “Goodbye To Uncle Tom” (1957), e rimontato con l’aggiunta di scene d’attualità. Affrancati dalla costruzione documentaristica di “Africa Addio” (1966), i due registi si cimentano, da protagonisti, con una fiction. In soggettiva, come intervistatori moderni, dotati di elicottero, seppur proiettati nel passato della peggiore America schiavista, alle prese con quei personaggi bizzarri dediti al traffico di uomini e donne, schiavi per il Nuovo Mondo, seviziati durante il viaggio in mare, allo svolgimento dei lavori più degradanti, trasformati in oggetti sessuali, impiegati come stalloni, fattrici o prostitute, o animali da cacciare. Immagini davvero crude per far comprendere allo spettatore l’orrore subito dagli afroamericani.

Musica

Le sublimi musiche di Riz Ortolani commentano al meglio il bene e il male, il sacro e il profano. L’immortale Oh My Love, con la voce di Katyna Ranieri come nel caso di More contenuta all’interno della partitura “Mondo Cane” (1962), costituisce l’opener della rinnovata edizione in vinile di “Farewell Uncle Tom (Original Soundtrack)” (2019), una release Dagored. Il brano, parte dello score di “Drive” (2011) di Winding Refn, è ripreso e variato in differenti chiavi strumentali: sinfonica, per arpa e clavicembalo con il titolo Sosta Nel Lago, ballata per archi e vibrafono come Cadets’ Waltz. Il folgorante tema beat Addio Zio Tom, da cui derivano la marziale Fort Bastille e la grottesca Mister Ling, e quello rock intitolato Miami, con chitarre distorte, gli altri picchi dell’opera. La classicità a cara al compositore è, invece, espletata al meglio in alcune ‘esplosioni’ orchestrali da puro cinema a stelle e strisce quali Il Mercato Degli Schiavi e La Fiera Delle Meraviglie.

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