Riz Ortolani – Confessione Di Un Commissario Di Polizia Al Procuratore Della Repubblica

Riz Ortolani – 'Confessione Di Un Commissario Di Polizia Al Procuratore Della Repubblica (Colonna Sonora Originale - Edizione Speciale)' (2009)

Mentre il commissario Bonavia (Martin Balsam), esasperato da dieci fallimentari anni trascorsi a Palermo, è ormai convinto dell’impossibilità di combattere la criminalità secondo la prassi, il sostituto procuratore della repubblica Traini (Franco Nero), giovane e idealista, considera la legge l’unico reale strumento per combattere la mafia. Deciso a punire il boss Lomunno (Luciano Catenacci), che avvalendosi dell’amicizia di influenti personaggi politici è spesso riuscito a sottrarsi a qualsiasi condanna, Bonavia provvede a eliminarlo di persona. Tradotto in carcere, Bonavia è accoltellato a morte. Anche la preziosa testimone Serena (Marilù Tolo) è altrettanto soppressa. Traini, da sempre contrario ai metodi poco ortodossi attuati dal collega, si rende conto di essere ormai solo e di disporre di mezzi inadeguati per colpire davvero un’organizzazione criminale al cui vertice siedono personalità potenti e insospettabili, tra cui alcuni dei suoi superiori.

Un film interessante, coraggioso, forse non perfetto, ma dal linguaggio asciutto ed essenziale, dal ritmo teso e dai dosati colpi di scena. Un magistrato ingenuo e un poliziotto smaliziato. Personaggi accuratamente tratteggiati proprio come i comprimari. Gli sbalzi tra passato e presente strumentali per il fiato sospeso dello spettatore. Cronaca e melodramma. Fotografia di prim’ordine. “Confessione Di Un Commissario Di Polizia Al Procuratore Della Repubblica” (1971) è il secondo film di Damiano Damiani di un ipotetico trittico ‘poliziesco-giudiziario’, iniziato con “Il Giorno Della Civetta” (1968), tratto dall’omonimo romanzo (1961) di Leonardo Sciascia, e concluso da “L’Istruttoria È Chiusa: Dimentichi” (1971). La duplice conclusione, ambigua e tragica, invita il prossimo a schierarsi sempre dalla parte della giustizia e a ribellarsi contro i soprusi e, soprattutto, contro la sopraffazione, talvolta assai sottile, di cui si serve la pericolosa mafia urbana.

La partitura di Riz Ortolani arricchisce un’opera filmica già importante. Il tema principale Confessione Di Un Commissario (Titoli) è fondato, infatti, su un drammatico arpeggio di chitarra elettrica e organo affiancato da archi, legni e ottoni. Tale sincopato ritmo di basso e batteria è riprese più volte con variazioni: Visita Al Manicomio, con oboe e organo riverberato; Promesse Di Giustizia, con archi; Colloquio Decisivo, con chitarra distorta; La Morte Del Commissario, un finale davvero inteso. Ossessione Di Un Delitto e Pedinamento E Agguato due momenti dissonanti. Il Ricordo Di Serena e Serena E Lomunno le alternative lounge e funk. I Travestiti, invece, offre all’ascoltatore un improvviso e scatenato shake. La tracklist dell’edizione cd a cura della GDM di “Confessione Di Un Commissario Di Polizia Al Procuratore Della Repubblica (Colonna Sonora Originale – Edizione Speciale)” (2009) è, infine, completata da dieci tracce bonus.

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