Rino De Filippi – Riflessi

Rino De Filippi – 'Riflessi' (2015)

La farfalla è uno dei maggiori animali simbolici presenti sul pianeta. Dall’antichità a oggi, la sua metamorfosi non ha mai smesso di affascinare l’uomo. L’abbandono di un corpo da bruco a favore di uno nuovo di zecca, tanto variopinto quanto fragile, stimola riflessioni sulla bellezza dell’insetto e sulla caducità della vita terrestre. L’immagine della farfalla rimanda alla leggerezza, alla libertà e persino all’immortalità dell’anima. L’unica che può competere con la natura della musica.

Un animale facilmente adottabile come icona. È il caso della rara farfalla Omero immortalata al centro della copertina di “Riflessi” (2015), tra le ristampe di pregio rilasciate dalla Sonor Music Editions. Un album di Rino De Filippi, pubblicato per la prima volta dalla Edipan (1978), particolarmente ambito da appassionati e collezionisti di librerie musicali, sedotti dal suo invidiabile groove, alla cui base giace un calibrato mix di dolci tastiere, energiche percussioni e folli sintetizzatori.

Una farfalla endemica boliviana può essere venduta a diverse migliaia di euro. Una stampa di “Riflessi” costa molto meno, ma sono soldi, forse, spesi meglio. Il jazz di Rino De Filippi è di facile approccio e va dritto al cuore. I dieci brani di uno stimato e prolifico artista in ambito library, già compositore per il cinema e la televisione, sono tanto immediati quanto trascinanti, esempi di un sound in evoluzione, pronto a ibridarsi con altri generi. Un mood che ‘rifletteva’ i tempi che correvano.

Il lato A di “Riflessi” è in discesa. Cristallina Riflessività, un’apertura semplice, od un orecchiabile motivo per organo e basso. Efficace la pausa a metà traccia, prima di una fulminea ripartenza. Riflessiva la successiva Iconoteca, un frangente meno spumeggiante, prima della vacanziera Club. La luce irradia ogni gradino della sua scala di note. Ritmata anche Viaggio Nel Mondo. Le vibrazioni positive non mancano. E neppure le carezze al tramonto, proprie di Ultime Luci.

Altrettanto esplosivo il lato B, lanciato da Collettività. Il ‘dittico’ composto dalle divertenti Laguna Barocca e Galleria Barocca pone, invece, l’accento su alcune sonorità manieriste abilmente riadattate in chiave jazz. La marcetta elettronica, non a caso, intitolata Burlesco è ascrivibile di diritto tra le tracce bizzarre di alcune decadi fa. Momento Spensierato la rilassata conclusione di mezz’ora di musica, più breve della vita di una farfalla ma, forse, più appagante del suo volo.

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