Remigio Ducros – America Giovane

Remigio Ducros – 'America Giovane' (2020)

Nel corso degli anni Sessanta, la dilatazione del mercato musicale sia sul versante della produzione che del consumo investì le nuove generazioni, sia come interpreti che come fruitori. Nuovi fenomeni di massa, tra cantautori e complessi. Nuove tendenze: rock, soul e persino country. La ‘riscoperta’ della popular music di Nashville, talvolta scorporata da testi introspettivi, fu favorita dall’impatto del Bob Dylan degli esordi. Tale sottogenere conquistò, rapidamente, una nuova centralità, soprattutto negli Stati Uniti, grazie a quegli artisti che, nell’ambito dei raduni controculturali giovanili, riproponevano un sound ibrido che, in parte, faceva leva sulla strumentazione e sulla ritmica del country. L’onda lunga di tale temperie culturale investì in ritardo l’Italia e offrì spunti ai compositori di librerie musicali, abili nel riproporre, senza vincoli, il meglio di quel filone.

Remigio Ducros, già autore con Luciano Simoncini di “America Amore Amaro” (1977), ne offre un compendio in “America Giovane” (2020), ristampa Vinyl Magic del raro album pubblicato dalla Leo Records (1977). Una dozzina di brani semplici e orecchiabili, utili per commentare, forse, le immagini di filmati sul movimento hippy. Il revival folk è suggerito da Country Feeling, On The West Road e Village Blues, a base di chitarra acustica e armonica. Quest’ultima è, invece, ‘solista’ durante Weekend Downtown e Sunday In Central Park. Gli altri stili ‘protagonisti’ della release sono il rock muscolare di Hendrix Memento e Campus Sit In; il blues, esplicitato con differenti chiavi in Ride On e The State Of Harlem; e il funk di Black Not Coloured e Black Congregation. Il flauto, infine, è ‘protagonista’ della psichedelica The New Philosphy e della nostalgica Lonesome Voice.