Realizing Abstract Visions

manyfeetunder

“Music is the only addiction, abstract sound is a concreteness desire”. Una dichiarazione prima d’amore e poi d’intenti. Hanno le idee molto chiare Vincenzo Nava e Anacleto Vitolo. Il catalogo della loro etichetta manyfeetunder, con forti radici nel Sud Italia, è in continua crescita, abbellito dalle copertine di AndreaKanakaMaioli. Due le valvole di sfogo. La prima digitale, la seconda fisica. Unica la visione: è soltanto la musica di qualità, spesso fuori dagli schemi, a spingersi oltre la sfida tra intangibile e tangibile.

Com’è nata l’etichetta?

VN: L’etichetta è nata ufficialmente il 2 gennaio del 2013. Il primo canale, quello ‘Homemadelabel’, deriva dalla necessità di avere a disposizione una piccola piattaforma, in questo caso Bandcamp, sulla quale poter pubblicare i propri lavori.

AV: Io sono subentrato in seconda battuta, alla fondazione del secondo canale, quello c.d. ‘Concrete’, dopo la proposta dei ragazzi di pubblicare il mio “Fracture” (2015) come prima release del nuovo catalogo. Da lì a entrare in squadra, il passo è stato breve!

Qual è l’estetica della manyfeetunder?


VN: Si fonda su tutta quella che è possibile definire come ‘musica elettroacustica’, che abbia contaminazioni elettroniche, lo-fi o classiche, non fa alcuna differenza.

AV: Nonché jazz, punk o metal che sia! Purché ci piaccia!

Due i canali. Uno digitale, l’altro fisico.

AV: Non c’è una ragione precisa, se non quella di separare le uscite fisiche dai veri e propri EP digitali, avendo come prerogativa, in riferimento a quello Homemadelabel, la durata orientativa di venti minuti dei lavori gratuiti, garantendo in tal senso una maggiore fruibilità delle due finestre Bandcamp dell’etichetta.

VN: L’idea del digitale mi stuzzica parecchio. Pubblicare piccoli EP di dieci minuti o di venticinque è molto interessante e richiede minori pressioni. Il nostro canale digitale lo vivo con una attitudine casereccia, per questo un nome come Homemadelabel. Mi piace pensare che qualcuno possa inviarci dei file registrati in casa con la massima tranquillità. Alta qualità, bassa qualità, insomma, tutto è relativo.

Il secondo canale è successivo al primo. Una sorta di ritorno al passato?


VN: No, nessun ritorno al passato. La voglia e l’idea di pubblicare qualcosa di ‘fisico’ c’è sempre stata. Tuttavia, da solo, non mi sarebbe piaciuto intraprendere questa strada e, di sicuro, non ne sarei stato capace. Per questo motivo, in maniera del tutto naturale nel corso del tempo, io e Anacleto Vitolo siamo entrati in stretto contatto e abbiamo deciso per questa piccola svolta. Inizialmente, ci siamo avvalsi anche dell’aiuto di altri ragazzi, quali Mariachiara Nazzaro, Antonio ‘Forlai Addabbo e AlbertoCiccone Parziale, che hanno supportato i nostri progetti con grande entusiasmo durante il primo anno.

Una domanda inevitabile. Perché release in cd e non in vinile?


VN: Abbiamo già avuto modo di ragionare su questo ulteriore e importante passo, ma non abbiamo particolare fretta. Chissà l’anno prossimo.

AV: In primis, per una questione meramente economica. Alcune nostre release future saranno disponibili in vinile ma, a mio modesto avviso, non tutta la musica che produciamo troverebbe la sua collocazione ideale su vinile. Io stesso per certe mie release preferisco decisamente il formato cd. Non mi considero un fanatico del vinile, e, in generale, non ho particolari preferenze rispetto al supporto.

In che modo avviene la selezione dei progetti da destinare a ciascuno?


AV: Ci confrontiamo sul materiale e decidiamo quale sia la sua giusta collocazione. Spesso gli artisti che abbiamo pubblicato su Concrete hanno in precedenza già rilasciato un EP su Homemadelabel, donandoci la loro preziosa musica.

VN: Semplicemente ascoltando e scambiando le varie impressioni tra noi due, includendo l’opinione del buon Andrea Maioli, in arte Kanaka Project, ormai parte integrante di manyfeetunder, poiché si è fatto carico sia della grafica che dell’impaginazione dei cd, realizzando anche la maggior parte degli artwork per gli album rilasciati durante i quasi tre anni di attività del canale Concrete.

Che approccio avete nei confronti dei demo altrui?


VN: Sono abbastanza curioso ed entusiasta quando sono disponibili nuovi demo scaricabili dalla nostra mail ma, allo stesso tempo, non nascondo di essere anche un po’ saturo di tanti ascolti. Spesso non riesco a sentire quel qualcosa che avrebbe dovuto colpirmi nel profondo. Forse perché, di solito, non c’è. Nonostante ciò, è giusto precisarlo, ci teniamo a rispondere a tutti. Sempre.

AV: Accettiamo ed ascoltiamo tutto ciò che arriva e, compatibilmente con le nostre impressioni, decidiamo poco alla volta il da farsi.

Quasi un centinaio di release disponibili in free download. Sharing is caring?


A: Crediamo molto nel potenziale di diffusione del free download. Spesso ci si rapporta, in modo assolutamente ingiusto, al digital download come a qualcosa di ‘serie B’. Eppure, per noi due, non è affatto così, non viviamo in maniera subalterna la divisione tra i due canali: quello Homemade ha esattamente la stessa dignità di Concrete con, in più, un ruolo anche di diffusione di quella che è l’estetica, il concept della label e del suono che, in generale, ci fa piacere spingere e condividere.

Soltanto sedici, invece, i progetti finalizzati in cd. Scelte editoriali precise.

VN: Sedici pubblicazioni in due anni e mezzo non mi sembrano pochissime, perciò vogliamo cercare di ponderare il più possibile le eventuali scelte.

AV: In effetti, per una piccola realtà come la nostra, sedici release, in due anni e mezzo, praticamente un album ogni due mesi, è già tantissimo!

C’è un qualche aneddoto che vale la pena raccontare?

VN: Ricordo con molto piacere, anche se non è un aneddoto vero e proprio, il primo showcase manyfeetunder al Why Not di Avellino: c’era tantissima gente e quella sera eravamo tutti sorridenti. Così come non dimenticherò mai la disponibilità dei ragazzi dell’Asilo Filangieri di Napoli i quali in pochi istanti ci hanno aperto le loro porte e dato a tutti noi la possibilità di poter conoscere bellissima gente e organizzare serate in un fantastico posto incastonato nel centro storico della città partenopea.



Artwork curati e intriganti, un altro tratto distintivo di una label dal respiro internazionale. Qual è il ruolo dell’immagine?

AV: Fondamentale! Il merito è di Kanaka. Io e Vincenzo Nava ci interessiamo di arti visive, ognuno con un proprio gusto e una propria sensibilità, anche abbastanza differenti. Certo è che, avendo la fortuna e l’onore di collaborare con un artista e, soprattutto, un grande amico quale Andrea Maioli, le possibilità, gli spunti e la qualità della proposta che offriamo sia ai nostri artisti che ai nostri follower, sono differenti da quello che potremmo far da soli. Ogni album che pubblichiamo lo consideriamo un lavoro che deve spingersi oltre la musica incisa sul supporto e, quindi, l’immagine, a partire dall’artwork, per arrivare ai videoteaser e agli altri lavori video, live e non, è chiamata ad amplificano o a espandere ciò che il suono restituisce. O almeno si spera!

C’è un album che, per un qualunque motivo, vi è sfuggito?

AV: Nessuno che avremmo voluto davvero pubblicare!

C’è, invece, un artista che vi piacerebbe includere nel vostro catalogo?


VN: La lista sarebbe lunghissima! Qualcosa di Fischer, ojeRum, Aaron Martin, ma anche un David Yow o, magari, un Jim O’Rourke.

AV: Ci sono tantissimi artisti che ci piacciono. Saremmo davvero onorati di pubblicare un loro lavoro sulla nostra piccola label, ma non voglio sbilanciarmi, chissà se un giorno qualcuno di questi lo pubblicheremo davvero!

In che modo ciò che vi circonda influenza le vostre scelte?

AV: Tantissimo, anche a un livello meramente inconscio. Può sembrare un’osservazione a tratti banale, ma credo che la realtà in cui viviamo influenzi non poco le nostre scelte anche a un livello culturale e, di conseguenza, finisca per incidere persino sui nostri gusti e, di riflesso, sulle nostre scelte ‘editoriali’.

VN: L’ambiente in cui vivo mi ha condizionato molto sia per quanto riguarda le scelte musicali che per quelle a sfondo personale, ma non ha prodotto conseguenze in merito a manyfeetunder. Di sicuro, non sono mai rimasto indifferente nei confronti del territorio o di qualcuno qui nelle vicinanze che è stato inserito nel nostro catalogo, oltre che per la bellezza del progetto, anche per la reciproca stima umana.

Almeno una ventina i lavori finalizzati da artisti campani. Un motivo di vanto per un territorio, di solito, poco votato alla ricerca e alla sperimentazione sonora.

VN: Gli artisti provenienti da regione quale la Campania non sono poco votati alla sperimentazione sonora. Se penso alla città in cui vivo, mi vengono in mente tantissime persone che, letteralmente, ‘perdono la testa’ nel cercare di re-inventarsi e sperimentare non solo in musica. Lo stesso Andrea Maioli, con i suoi lavori di grafica e video, è un esempio importantissimo per il nostro territorio.

AV: C’è, forse, una mancanza di offerta, non di artisti, semmai ci sarebbe bisogno di più scenari in cui potersi esibire. Ciò ha contribuito a creare una scena che, sulla base delle mie esperienze quotidiane, che ha davvero poco da invidiare a luoghi ben più blasonati e, da un certo punto di vista, più ‘fruibili’ per artisti che vogliano proporre la propria musica o la propria arte, in un senso più ampio. La mancanza di una scena preesistente non ha condizionato gli artisti locali, ma li ha spinti a trovare una via del tutto personale o quanto meno distante dai cliché tipici di ogni scena musicale.

Quali sono i vostri progetti futuri?


AV: Continuare a crescere per poter offrire un migliore ‘servizio’.

VN: Spero in un 2018 color nero vinile!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...