Psycheground – Psychedelic And Underground Music

Psycheground – 'Psychedelic And Underground Music' (2016)

Psichedelia, prog e rock. In una parola, Psycheground. Un nickname che fa riferimento a un collettivo di compositori e di musicisti, autori sul pentagramma e in studio di una miscela dalle tonalità più che esplosive e, soprattutto, contraddistintasi per gli arrangiamenti raffinati, non a caso curati, da un compositore di colonne sonore. “Psychedelic And Underground Music” (2016) è uno di quei lavori di alta manifattura che non temono la polvere, capaci di resistere all’inesorabile scorrere del tempo.

Pubblicato dalla Lupus (1971), label in orbita Leonardi Edizioni srl, l’album è tornato in auge su iniziativa della Cinedelic Records (2008), giunta alla seconda ristampa in vinile, e dell’AMS con la partecipazione della Vinyl Magic (2009), per l’edizione in cd. I crediti di “Psychedelic And Underground Music” riportano la firma di Ninety, pseudonimo di Gian Franco Reverberi, ma non è da escludere che Sandro Brugnolini, Massimo Catalano e Stefano Torossi abbiano più o meno contribuito alla sua creazione.

Una prassi consolidata all’ora, con reciproche apparizioni in uno o più progetti altrui e collaborazioni non tramandate ai posteri per disparati motivi. I cinque brani che compongono la tracklist sono stati, invece, eseguiti dai componenti della band Nuova Idea, la stessa che, per esigenze contrattuali, si è a lungo nascosta dietro lo pseudonimo The Underground Set, il cui “War In The Night Before” (1971) è stato parimenti eletto tra i più variegati long playing in bilico fra i generi in voga all’alba degli anni Settanta.

Comprenderlo è questione di un istante. “Psychedelic And Underground Music” è un disco di facile approccio. La sferzata rock Psycheground seduce l’ascoltatore, travolgendo con tutta la sua potenza. L’opener colpisce per la cura dei dettagli che compongono la parte conclusiva della traccia, ridotta a una manciata di suoni d’ambiente. L’apertura del lato A è accompagnata da una traccia di pari eleganza, la ritmata Easy. Meno incline alla gioia, Traffic, segnata da un assolo malinconico.

Il brano si trascina per oltre sette minuti tra percussioni vibranti e vocalizzi ad hoc. L’atmosfera ritorna festosa con Ray, breve e coinvolgente, un potenziale classico da easy listening. La conclusiva Tube un saggio di bravura in chiave jazz, con lente e continue variazioni ritmiche. “Psychedelic And Underground Music” finisce qui, ma non è da escludere che la traccia Missa Ground, firmata da Ninety e contenuta in “Ventaglio Musicale” (1971) di Beppe Carta, sia stata esclusa dall’album per motivi di lunghezza.

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