Piero Umiliani – Il Dono Del Nilo

Piero Umiliani – 'Il Dono Del Nilo (Dalla Trasmissione Televisiva)' (2017)

I faraoni regnarono sull’Egitto per circa tre millenni, fino all’epoca della regina Cleopatra. Ogni anno le acque del Nilo inondavano le terre circostanti portando terreno fertile e prezioso per le messi. Per il contadino locale, la piena del fiume costituiva una sorta di miracolo. L’acqua del Nilo proveniva da una zona lontanissima, sconosciuta e misteriosa e, se non ci fosse stata, la piccola striscia verde sarebbe stata presto inghiottita dalle inesorabili sabbie del deserto. La navigazione verso nord era favorita dalla corrente, verso sud era necessario spiegare le vele e risalirlo. Il delta del fiume era una vasta zona di canneti e di paludi, terreno ideale per le battute di caccia. Ed era lì dove si trovavano le materie prime. Canne di papiro, in primis, da utilizzare in molteplici modi. È per questo che Erodoto, lo storico del mondo greco, aveva battezzato il suolo egiziano con il nome di ‘dono del Nilo’. Ai tempi della civiltà greca, la sua valle aveva già una cultura antica.

Tutto era permeato da un vero e proprio senso dell’eterno, incarnato dalla figura del faraone, ritenuto un dio vivente. Negli anni in cui regnava, il sovrano aveva il dovere di preoccuparsi della sua vita dopo la morte: se aveva intenzione di rendere ‘eterno’ il proprio complesso religioso, era necessaria la pietra, a dispetto dell’argilla, e lavorata alla perfezione. La materia prima delle piramidi, così semplici, perfette e razionali nella forma, di dimensioni colossali, che appare impossibile siano state edificate dall’uomo. I sudditi del faraone non hanno, però, costruito solo le piramidi. É il caso dei templi rupestri di Abu Simbel, ricavati dal fianco di una montagna per volere di Ramses II, eretti per intimidire i vicini nubiani. Sulla facciata del più grande spiccano le quattro statue del potente faraone, alte venti metri, che ha regnato per circa sessantasei anni sull’Egitto.

Le spoglie mortali del guerriero Ramses II sono state conservate per secoli all’interno delle tombe scavate nella roccia della Valle Dei Re, situata nei pressi dell’antica Tebe, l’odierna Luxor. Una necropoli con raffigurazioni di divinità pittoresche che ‘aspettano’ il regnante di turno per rendergli omaggio e partecipare con lui alle cerimonie dell’oltretomba. Anche i vicini Colossi Di Memnone hanno una funzione simbolica. Altre due enormi statute di pietra del precedente faraone Amenhotep III, parte dell’omonimo complesso funerario. La loro funzione era ‘di guardia’ all’entrata del Tempio Di Milioni Di Anni. Gli oltre trent’anni del suo regno furono un periodo di prosperità e splendore artistico senza precedenti, l’Egitto raggiunse l’apogeo della ricchezza, della raffinatezza artistica e del prestigio internazionale. Il recente Mausoleo Di Aga Khan III, dedicato al primo presidente della Lega Musulmana Indiana, si trova, invece, ad Assuan.

Descrizione

Un edificio austero e isolato in granito rosa. Un balzo nel presente dopo una carrellata di millenni. Arte e costume, mito e storia. “Il Dono Del Nilo” (1964) è un documentario sull’Egitto, diretto da Corrado Sofia, scrittore di romanzi e di racconti, giornalista per quotidiani e riviste, frequentatore di caffè letterari, nonché regista di cortometraggi e di documentari, spesso, legati alla ‘sua’ Sicilia. Il grano, l’Etna, lo zolfo, il medioevo, il sale e persino i ritratti dei ‘contemporanei’ Giovanni Verga, Luigi Pirandello e Renato Guttuso. È stato, inoltre, in grado di raggiungere audience da varietà di prima serata raccontando di città lontane e civiltà del passato, come nel caso del ciclo “Il Ponte Dell’Asia” (1967), coeva testimonianza di come l’Italia di metà anni Sessanta interpretava la cultura e le tradizioni dei Paesi dell’Oriente. Espressione di una tendenza che, poco alla volta, intendeva ‘educare’ lo spettatore al gusto, alla bellezza, al realismo magico e poetico.

Musica

A metà degli anni Sessanta, Piero Umiliani era in procinto di dare libero sfogo alla sua creatività senza fine. Colonne sonore per i mondo movie. Librerie musicali avanguardistiche. Il jazz la stella polare. Corrado Sofia si affidò al compositore toscano per le musiche non solo del documentario in oggetto. Tracce di assoluto pregio, dalle differenti sfumature e in ossequio all’atmosfera dell’opera. “Il Dono Del Nilo (Dalla Trasmissione Televisiva)” (2017), una ristampa in vinile a cura dell’etichetta Spettro, restituisce onore e gloria a uno dei migliori lavori per il piccolo schermo del poliedrico artista, abile nel sovrapporre in note passato, presente e futuro. Le sessioni di registrazione dell’album si tennero a Roma, con l’orchestra diretta dallo stesso Piero Umiliani e in presenza della cantante Tawfik Yussr, voce de Il Dono Del Nilo e di Mercato Arabo. Languida e sensuale la prima, con sporadici interventi di chitarra e flauto.

Folkloristica e arrembante la seconda, in linea con forme di danza tradizionali. Ricca la sezione legata a doppio filo all’antico Egitto e al mondo arabo, con la trascinante Danzatrici Del Ventre, la solenne Ramses e l’ipnotica Mausleo Dell’Agakan. Cruciale il contributo di strumenti etnici, chissà se acquistati durante uno dei viaggi del musicista intorno al mondo. Gli ottoni e le percussioni sono altresì centrali nelle militaresche Abusimbel ed Echi Di Battaglie. Echi di guerra assenti, invece, nel corso delle cadenzate Colossi Di Memnone e Cleopatra. Sorprendente, infine, quel sound a metà strada tra Asia ed Europa espresso da un dittico di brani composto dalla ‘caraibica’ ed evasiva Verso Il Sudan e da Twist Del Faraone, che recupera il motivo dell’opener un istante prima di esplodere in un ritmo a perdifiato. Fiati tirati a lucido, assoli elettrici di chitarra e di basso. Una gemma. Sublime anche l’esibizione pianistica ne La Valle Dei Re.

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