Piero Umiliani – Il Corpo

Piero Umiliani – 'Il Corpo (Colonna Sonora Del Film)' (2015)

La sensuale Princess (Zeudi Araya) convive con Antoine (Enrico Maria Salerno) a Trinidad. L’uomo noleggia motoscafi ai turisti, ma sembra più attratto dal rum. Nel corso delle frequentazione al bar gestito dalla sua ex moglie Madeleine (Caroll Baker), con la quale è rimasto in buoni rapporti, Antoine conosce Alain (Leonard Mann), un avventuriero a cui offre lavoro. Alain, sedotto da Princess, accetta di aiutarla a sbarazzarsi del compagno. Antoine intuisce il piano dei due amanti: scrive e consegna una lettera a Madeleine in cui li incolpa della sua futura morte. A omicidio avvenuto, Madeleine mostra la lettera ad Alain, offrendogli una ricompensa se denuncia l’odiata Princess, in caso contrario, contatterà la polizia. I complici decidono di volare a Londra. All’aeroporto, Alain è richiamato per un futile motivo e, credendosi scoperto, fugge ed è colpito dalla sicurezza. Princess prova a raggiungerlo, ma è investita da un automezzo.

La frantumazione del sogno caraibico. Personaggi alla deriva tra le onde di un mare cristallino. Egoismo e rabbia, alcool e sesso. “Il Corpo” (1974) conclude la trilogia del Luigi Scattini regista, dominata dalla bellezza della medesima attrice protagonista e, soprattutto, inscritta in una dimensione personale e onirica. Una pellicola, dopo “La Ragazza Con La Pelle Di Luna” (1972) e “La Ragazza Fuoristrada” (1973), ancora una volta non convenzionale, la cui trama, malgrado le somiglianze con quella del celebre romanzo “Il Postino Suona Sempre Due Volte” (1934) di James M. Cain, è irrisolta da un finale violento e casuale, con i ‘corpi’ degli due amanti uniti per sempre dalla morte. Un’opera interessante che, dopo aver disatteso le sue intenzioni iniziali, vira sul fronte erotico e manifesta la carica dirompente di una tragedia esistenziale. Il cineasta annulla così ogni pulsione erotica, trasformando la sua eroina in una personificazione del male.

La partitura di Piero Umiliani espande l’atmosfera tropicale del film. La ristampa in vinile, firmata Schema, de “Il Corpo (Colonna Sonora Del Film)” (2015) è introdotta dalla ‘ritmica moderna’ di Hard Times, a cui segue un tema descrittivo quale Free Life. Stream, con strumenti a percussione africani, seduce l’ascoltatore, travolto dagli archi della prima versione di Princess. The Body, con un tempo più lento del precedente brano, il preludio a un dittico sexy segnato dal flauto di Desert Island e dal sassofono di Dusken. Straordinaria la resa sonora di Chaser, a base di organo Hammond e chitarra wah-wah. Gli esotismi proseguono con White Sand, a carattere beat, con interventi ossessivi di archi e chitarra. Oltre i vocalizzi Edda Dell’Orso nel corso di In The End, la tracklist riserva anche una meravigliosa ripresa, con effetti percussivi sui piatti e armonie di pianoforte, di The Body. Stellare Desert Island con effetto di mare via Fender Rhodes.