Piero Piccioni – Islam

Piero Piccioni – 'Islam (Original Television Soundtrack)' (2019)

Islam, una religione e uno stile di vita. L’abbandono e la sottomissione ad Allah. Un’unione di gente e di popoli a lungo estranei e lontani nei secoli, ma vicini alla nostra storia e alla nostra cultura. Dal passato al presente, sono cinque i doveri cogenti per ogni musulmano osservante per potersi definire tale: la testimonianza di fede, recitata con piena comprensione del suo significato e totale sincerità di intenti; la preghiera canonca da effettuare cinque volte al giorno in precisi momenti scanditi dal richiam dei muezzin che operano nelle moschee; l’elemosina, obbligatoria per il fedele che può permettersela e che rende lecita la sua ricchezza, da devolvere nei confronti di poveri e bisognosi; il digiuno dal sorgere al tramonto del sole durante il mese lunare di Ramadan per chi è in grado di sostenerlo senza conseguenze per la propria salute; il pellegrinaggio alla Mecca almeno una volta durante la vita, da svolgere a dicembre.

Lo sforzo teso verso un determinato obiettivo, altresì noto come jihād, è talvolta considerato il sesto pilastro dell’islam. La ‘lotta’ interiore per migliorare se stessi è stata, purtroppo, estesa a quella esteriore, una guerra condotta per la causa di Dio, per l’espansione al di fuori del mondo musulmano. La seconda religione al mondo per consistenza numerica dopo il cristianesimo, e con un alto tasso di crescita, affonda le sue radici nella grande forza d’espansione del popolo arabo lanciatosi alla conquista dell’Asia, dell’Africa e dell’Europa in scia alla parola di Maometto. Non solo un profeta, ma un mercante, un guerriero, un legislatore e uno statista. L’uomo che conosceva sia l’ebraismo che il cristianesimo è stato il predicatore dell’ultima e pura rivelazione all’umanità scevra dall’idolatria e dalle dispute teologiche delle religioni monoteistiche.

Non una restaurazione, ma una rivoluzione. Maometto ha favorito la diffusione di una lingua comune e l’unità di genti divise da odi tribali, vendette di sangue e individualismi sfrenati. Da una parte, lo sfarzo delle corti, dall’altro l’austerità dei beduini. La rivelazione è stata trascritta nel Corano dopo la morte del profeta. Alcuni pensieri del testo sacro sono, purtroppo, causa di problemi in termini di diritti umani, uguaglianza e libertà individuali. La potenza degli imperi della mezzaluna, la vitalità inesausta dei commerci, il fervore della vita urbana hanno conosciuto una battuta d’arresto alla fine del Settecento. La decadenza di un mondo incapace di reagire alla modernità dell’Europa della rivoluzione francese e di quella industriale. L’islam non ha tenuto il passo dei cambiamenti. Il colonialismo gli ha, però, offerto una chance per ritrovare una ragione d’essere sull’onda dei nazionalismi, riaffermandosi sul piano politico e culturale.

Descrizione

Le mille colonne della moschea di Cordova, la massiccia mole della torre di Samarra, i sottili minareti d’Istanbul, i monumenti moghul dell’India e centinaia di altri edifici religiosi e civili introducono visivamente lo spettatore nell’atmosfera non solo artistica di quella che fu per mezzo millennio la civiltà più progredita del mondo. Sudan, Marocco, Spagna, Italia, Turchia, Arabia Saudita, Pakistan, India, Filippine e Stati Uniti. Itinerari e incontri attraverso tre continenti. Otto episodi di un’ora per cercare di comprendere i differenti e contrastanti aspetti, così come i problemi religiosi e concreti, di una breve e secca parola: islam. Due anni di riprese per ripercorrere la sua storia. Non è, però, un viaggio nella sua geografia, ma nei costumi, nella morale individuale o collettiva, nei problemi sociali e nei momenti sia di condivisione che di divisione. La serie “Islam” (1967-1970) di Folco Quilici anticipa così di alcuni decenni ciò che oggi è davanti a nostri occhi.

Musica

Alcuni brani in mono della partitura di Piero Piccioni sono ‘apparsi’ più volte all’interno di librerie musicali CAM e in una coppia di singoli General Music, rilasciati svariati anni dopo il primo passaggio televisivo della serie. L’edizione in cd di “Islam (Original Television Soundtrack)” (2019), a cura della Beat Records Company, restituisce ai posteri, finanche in stereo e nella sua interezza una colonna sonora di rara bellezza, nel solco della tradizione della musica araba. Un colore tenue che il compositore avrebbe reintrodotto nella sua tavolozza anche in occasione del contemporaneo commento sonoro di “Ciao Gulliver” (1970), un film drammatico di Carlo Tuzii. L’Occidente in note incontra così l’Oriente. Il ritmo è lento, mai impetuoso, lontano dagli slanci romantici di marca europea: è quello dei sogni di interminabili notti. Nel corso di settantasette minuti, Piero Piccioni offre all’ascoltatore un tema conduttore e molteplici vie di fuga.

Trascinante e ipnotico il motivo di Islam (Versione Singolo). Suoni profondi e misteriosi, archi sospesi e fiati sullo sfondo. Il violino e lo xilofono. Le successive Carovana e Islam (Tema Principale Ripresa) ripropongono l’alchimia di tali elementi e strumenti, ma con un minutaggio minore o maggiore della traccia originale. Il fil rouge per non disorientarsi è, inoltre, contraddistinto dalla presenza di singolari nodi, ad esempio, Islam (Danza Tra Le Tende), flauti e percussioni etniche, centrali nel corso della più caratteristica e tesa Islam (Tuareg), oltre alla presenza della chitarra spagnola, protagonista anche in Islam (Variazione Spagnola). L’arcano fascino di Islam (Sulle Orme Di Crociati), con la melodia principale divenuta marziale, è esplicitato dalla presenza dell’organo, suonato dal medesimo artista, divertitosi nell’evasione lounge Islam (Organo Beat), così come nell’affidare la percussiva Savana alle mani di chi ha accarezzato parecchi tamburi.

Basso elettrico ed echi di fiati lontani scandiscono l’incedere di Sospesi Nel Deserto. Il flauto, una volta in più, è evocativo in All’Ombra Del Minareto. La musica diviene dapprima incalzante in Islam (Misterioso) e poi solenne con Islam (Tempio Al Tramonto). Il secondo asse portante dell’opera è Islam (Un Amore Nel Deserto), ripreso e variato in Islam (Dune Assolate) e Islam (Antica Città). Un tema raggiante e cadenzato, dal mood quasi antitetico a brani eclettici e sperimentali quali Islam (Colori) e Islam (Spezie), che meritano una menzione a parte. Il primo è l’ennesima godibile dimostrazione dell’estro del compositore al suo strumento a tastiera: l’organo. L’abbozzata melodia dai rimandi berberi è ripresa al pianoforte per un finale in crescendo. Il secondo è, invece, un viaggio nel suono di terre lontane. Metamorfosi ritmica e timbrica. L’oboe e lo xilofono riprendono il tema principale. La nenia onirica dell’organo. Tredici minuti di catarsi.

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