Piero Piccioni – Camille 2000

Piero Piccioni – 'Camille 2000' (2017)

“La Signora Delle Camelie” (1848) è un celebre romanzo di Alexandre Dumas, base per l’opera romantica “La Traviata” (1853) di Giuseppe Verdi e, in seguito, trasposta più volte a teatro e sul grande schermo. L’autore francese è il narratore della difficile storia d’amore tra Armando Duval e la cortigiana parigina Margherita, una vicenda liberamente ispirata dalla relazione tra un’arrampicatrice sociale colta, dotata di un fascino naturale e di un certo temperamento, ribattezzatasi Marie Duplessis, e Agénor de Gramont, destinato a entrare nella cerchia dei politici di Napoleone III. Lo scandalo fu inevitabile, a causa del comportamento del duca di Guiche, incapace di separarsi dalla donna, anche durante le occasioni pubbliche. Il rampollo di una famiglia illustre fu così costretto dalla stessa dapprima a lasciare Parigi e, poi, a umiliare pubblicamente la protagonista della vita mondana, che non si separava mai dai suoi occhialini, da un sacchettino di dolci e da un mazzo di camelie che, per venticinque giorni al mese erano bianche e diventavano rosse per i restanti cinque. Il colore bianco simboleggiava la disponibilità di Marie Duplessis per i ‘clienti’. Ai suoi piedi numerosi caddero numerosi uomini di primo piano, tra cui il compositore Franz Liszt, attratti dal suo fisico longilineo, dai capelli neri, dalla carnagione chiara del suo corpo e, soprattutto, dai particolari occhi dal taglio allungato. Tra le ‘liason amoureuse’ di Alphonsise Rose Plessis, il suo vero nome, figura lo stesso Alexandre Dumas, i cui vividi ricordi saranno trasformati in materia letteraria un anno dopo la sua scomparsa a soli ventitré anni a causa della tisi, che la separò dal conte Édouard de Perrégaux, con cui era precedentemente convolata a nozze a Londra.

Il film “Camille 2000” (1969), diretto da Radley Metzger, ricalca in parte l’opera del celebre scrittore e la riadatta in chiave contemporanea, tra ambienti che evidenziano il grande design italiano e contrastano a pieno con il dramma di fondo, cavalcando l’onda lunga della rivoluzione sessuale e la diffusione di sostante stupefacenti allucinogene e stimolanti utili ad aumentare il tasso di disinibizione e a prolungare il piacere. Trasferitosi a Roma per condurvi gli affari paterni, Armand Duval (Nino Castelnuovo), figlio di un ricco industriale parigino, s’innamora perdutamente di Marguerite Gautier (Danièle Gaubert), dedita al sesso e interessata al denaro. È mantenuta da un ricco uomo d’affari, la cui lussuosa villa è, spesso, sede di orge selvagge. Nonostante una spensierata vacanza al mare, a bordo dello yatch del suo ‘protettore’, Marguerite ricambia l’amore di Armand senza, però, essergli davvero fedele. Le scenate di gelosia sono frequenti. Scontento di tale relazione, Duval senior (Massimo Serato) interviene per troncarla e, in assenza del figlio, ha un colloquio con Marguerite che, come prova d’amore nei confronti di Armand, accetta di abbandonarlo per non mettere a repentaglio sia la sua reputazione che il suo futuro. La giovane donna ritorna così alla sua ‘solita’ vita mondana, ripiombando nella spirale delle droghe. Un vizio che, da tempo, la consuma. In preda alla paura di vedersi sottratta la persona amata, e ignorando l’altruistica rinuncia di Marguerite, Armand la umilia di fronte agli invitati di una festa a cui entrambi prendono parte. Il suo livore è stemperato dalla scoperta della dipendenza di Marguerite, che lo spinge tra le sue braccia, in tempo per coglierne l’ultimo respiro.

La partitura di “Camille 2000” (2017) è tra le più apprezzate nel quadro della vasta discografia di Piero Piccioni. Ripubblicato in doppio vinile su iniziativa della Blind Faith Records, dopo la versione ‘parziale’ della Easy Tempo (1998), lo score di “Camille 2000” è stato ‘restaurato’ da Giuliano Radiciotti e rimasterizzato da Brian Lucey. La nuova edizione della colonna sonora di “Camille 2000”, con numerosi take alternativi e frammenti inediti, è parte di un futuro trittico di release, ‘estratte’ da Jason Piccioni dall’archivio di famiglia, custodito all’interno di un vecchio garage a Roma, tra altre decine di nastri la lunga attività del padre a servizio della settima arte. L’opener Pearls è tanto incisiva quanto ipnotica, con il basso e la batteria a scandire un ritmo robusto, mentre la tastiera rimarca quell’atmosfera ai limiti del sensuale, che traspare non solo dalla sceneggiatura. Sulla medesima falsariga si pone sia Charms che, però, appare più slanciata, che la psichedelica Funky Lovers, ennesima testimonianza della forza comunicativa dell’easy listening. Uno stile in aperta contrapposizione alle tensioni eteree delle tracce ‘gemelle’ Magic e Echoes, ridotte all’osso senza pregiudicare la loro capacità espressiva. Uno strumento ricorrente delle ventisei tracce che compongono la tracklist è il flauto, protagonista dell’evasiva Slow Flute Beat e della struggente Easy Lovers, seducenti brani legati a doppio filo alle vicende di Armand e Marguerite. Se l’intera sezione fiati si distingue in positivo anche nel corso di Chains Of Love, è il pianoforte a rubare la scena durante Brasil 2000 e Tears In Brasil, dagli evidenti rimandi alla bossa nova tipica di altre latitudini e longitudini. “Camille 2000” è pura magia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.