Piero Montanari – Ghosthouse

Piero Montanari – 'Ghosthouse (Original Motion Picture Soundtrack)' (2016)

Paul (Greg Scott), un giovane radioamatore, aggancia un’insolita frequenza, ascoltando la voce di qualcuno che implora il prossimo di non ucciderlo. Un messaggio inquietante seguito da urla agghiaccianti. Con l’aiuto della fidanzata Martha (Lara Wendel), riesce a individuare la fonte di trasmissione della stazione radio: il segnale proviene da una vecchia casa abbandonata, quella di Sam (Alain Smith), ex titolare di un’agenzia di pompe funebri, rivenuto morto, insieme alla moglie e alla figlia Henrietta (Kristen Fougerousse), vent’anni prima. Un caso brutale, irrisolto, archiviato dalla polizia senza alcuna spiegazione logica. L’abitazione nella campagna di Boston, divenuta di proprietà pubblica, è custodita dallo zoppo Valkos (Donald O’Brian), che non esita a manifestare atteggiamenti aggressivi nei confronti dei ragazzi giunti in loco, pronti a entrare all’interno dell’edificio, teatro di spettrali visioni. Un atroce destino attende tali curiosi.

“Ghosthouse” (1988), meglio noto come “La Casa 3”, è un horror a basso budget, diretto da Umberto Lenzi e prodotto da Joe D’Amato, sequel apocrifo dei celebri “La Casa” (1981) e “La Casa 2” (1987), con la sceneggiatura e la regia di Sam Raimi, il cui unico collegamento è rappresentato dal nome della spettrale bambina, in possesso anche di un pupazzo infernale, lo stesso della strega chiusa in cantina dal personaggio di Bruce Campbell. Un prodotto discreto, interpretato da attori esordienti o sconosciuti, eccetto Lara Wendel, già sul set di cult quali “Mio Caro Assassino” (1972) o “Tenebre” (1982) e l’esperto Donald O’Brien, spesso tra i ‘cattivi’ dei western all’italiana. La pellicola è contraddistinta dalla fotografia di Franco Delli Colli, anche operatore alla macchina da presa, e da sanguinosi effetti speciali che, realizzati con intelligenza e artigianalità, contribuiscono a mantenere alta la tensione e, di riflesso, l’attenzione dello spettatore.

La colonna sonora di Piero Montanari, parzialmente ascoltabile in un cd split della Beat Records Company affiancata da quella di “Frankenstein 2000” (1991), è stata riproposta in versione espansa dalla Terror Vision. La prima stampa in vinile di “Ghosthouse (Original Motion Picture Soundtrack)” (2016) riconsegna ai posteri un trittico di esercizi elettronici per batterie elettroniche e sintetizzatori, con svariate variazioni, rappresentato da Ghost N. 1, House N. 1 ed Electrosound N. 1. Brani atmosferici, sinistri, con sporadici inserti di tastiera, ideali per elevare il livello di suspense della pellicola, primo atto della collaborazione tra il regista e il bassista di importanti cantautori italiani, poi alle prese con la partitura del film tv “Le Porte Dell’Inferno” (1989). Imperitura la profondità sonora di Fish Dream. Da brividi i campanelli di Party House e le voci filtrate in Black And Red. La beffarda Locked Up bilancia l’inesorabile incedere di Nice To Meet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.