Photodementia – Fig. 03

Photodementia ‎– 'Fig. 03' (2012)

I presupposti per infittire il mistero ci sono tutti. Il lancio sul mercato di “Fig. 03” (2012) su Photodementia un piccolo caso da risolvere. Anche extra-discografico, specie se i solchi del 12” suonano dannatamente drexciyani. Dieci brani registrati nel 1997 e, di recente, ‘dissotterrate’ dagli archivi di un’etichetta storica per il genere electro, la Rephlex fondata da Richard D. James, cioè Aphex Twin, e Grant Wilson-Claridge: quanto basta per far ingolosire i collezionisti.

Chi si cela, in realtà, dietro il monicker Photodementia? Chi sono, soprattutto, i due individui che figurano nei credit? Se è un’etichetta inglese a riportare alla luce un simile progetto, perché tra le note è presente un indirizzo di Washington DC? Di sicuro, i citati Bernard Davies e Victor Beaudet appartengono a quella ristretta cerchia di rari artigiani sonori del secolo scorso, capaci di riscaldare i cuori degli amanti di sonorità e atmosfere dichiaratamente sci-fi. La musica prima di ogni cosa.

Le tracce sono brevi, alcune brevissime, come nei casi di Fotografische, Nitromersol e Anhydrosis, al di sotto dei due minuti. Il loro impatto sull’ascoltatore è, però, notevole. Utili introduzioni a schegge impazzite come Gyrectomy e la conclusiva Astrography, o meditazioni sonore come Sporobolus. Nel mezzo, è facile sognare mondi lontani tra sketch fulminanti: è il caso di EthnogMysophilia e Synovium. Fa sorridere l’ironia di Hypercatharsis. Una sorta di tripudio distopico.

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