Peppino De Luca, I Marc 4 – L’Uomo Dagli Occhi Di Ghiaccio

Peppino De Luca, Marc 4 – 'L'Uomo Dagli Occhi Di Ghiaccio (Man With Icy Eyes)' (2014)

Non è un thriller. Non è un noir. La sceneggiatura non brilla per originalità. I colpi di scena sono abbastanza prevedibili. I personaggi poco approfonditi sul piano psicologico. Le scazzottate, gli inseguimenti e le sparatorie tra i leitmotiv del cinema giallo. “L’Uomo Dagli Occhi Di Ghiaccio” (1971), girato da Alberto De Martino, non è tra i più mirabili film dei primi anni Settanta, eppure ha consegnato ai posteri una straordinaria colonna sonora in bilico tra funk e jazz, firmata da Peppino De Luca con I Marc 4.

La ristampa (2014) per Sonor Music Editions e GDM assume un valore doppio perché, durante quel periodo, l’album non fu destinato alla vendita, ma distribuito dalla srl Pegaso in copie promozionali. Lo score di “L’Uomo Dagli Occhi Di Ghiaccio (Man With Icy Eyes)” rappresenta, inoltre, uno degli ultimi lavori del trombonista Peppino De Luca, talvolta cantante con interventi scat, membro dei Tradional Dixielanders e, sempre con Gianni Marchetti al pianoforte, della Second Roman New Orleans Jazz Band.

Peppino De Luca, autodidatta con svariate esperienze alle spalle, muore infatti nel 1974 a causa di un tumore. Ciò nonostante, i suoi pochi contributi per la settima arte, così come per il piccolo schermo, non sono passati inosservati. Il musicista collaborò con registi quali Liliana Cavani, Sergio Martino e Franco Prosperi. La maggiore notorietà deriva, però, dal commento psichedelico de “La Ragazza Con La Pistola” (1968) di Mario Monicelli, pellicola candidata al premio Oscar nel 1969 come miglior film straniero.

“L’Uomo Dagli Occhi Di Ghiaccio”, ambientato tra il Messico e gli Stati Uniti, racconta la vicenda di Eddie Mills, giornalista di un quotidiano locale, che nutre seri dubbi sull’assassinio del senatore Roberts. Tutte le accuse sembrano ricadere sul messicano Valdez, reo di avere più di un motivo per vendicarsi di lui ma, soprattutto, colpevole di essere stato visto sul luogo del delitto. Con l’aiuto di un testimone, il protagonista cercherà il vero killer mettendo a rischio la propria vita per un senso di giustizia.

Se del film si ricordano forse più gli attori, Antonio Sabato e Barbara Bouchet, desta curiosa anche la musica, opera di un ‘dream team’. Peppino De Luca è accompagnato da I Marc 4 – virtuosa band il cui acrostico è formato dai nomi di Maurizio Majorana (basso), Antonello Vannucchi (pianoforte), Roberto Podio (batteria) e Carlo Pes (chitarra) – con Gino Marinacci al flauto, Vincenzo Restuccia alle percussioni, più il coro de I Cantori Moderni Di Alessandroni e la voce solista di Edda Dell’Orso.

Basta ascoltare L’Uomo Dagli Occhi Di Ghiaccio per rendersi conto dell’alta qualità: il ritmo è agile, sostenuto dal clarinetto e dagli ottoni, con i vocalizzi del coro sullo sfondo. Dopodiché, si distende dapprima in brevi aperture melodiche d’archi e riprende poi incessante. Il calore della prima traccia del lato A si propaga alla successiva, I Tre Messicani, e si fa più cupo nella variazione bossa de L’Uomo Dagli Occhi Di Ghiaccio – « L’Incontro », con vocalizzi di Edda Dell’Orso e ottimo assolo di Gino Marinacci.

Forti emozioni con Corsa Mortale tra il rombo del trombone e il motore di batteria e basso, senza dimenticare le accelerazioni degli ottoni e del clarinetto. Più sognante Unisex, ennesima dimostrazione dell’abilità dei Marc 4 nel tratteggiare un sound sexy legato a doppio filo alla suadente voce del cinema di genere tricolore. Alla sincopata e nervosa Ruota Rovente seguono due temi atmosferici: L’Astrologo dal sapore magico e Metronomo Della Morte dal ritmo più ansiogeno e paranoico.

L’Uomo Dagli Occhi Di Ghiaccio – « L’Amore », altra breve variazione del tema principale, apre il lato B, con la seguente Falso Testimone a riprendere, invece, il ritmo di Ruota Rovente. Situazione Drammatica rimarca un momento di suspense: perfetto l’uso ossessivo di basso, chitarra, piatti, percussioni e una lenta e distante tromba. Riflessiva Sera Ad Albukerque, tra archi dissonanti e clarinetto riverberato; scatenata Il Killer, nuova ripresa di Ruota Rovente, ben sottolineata dagli ottoni.

Terzultima traccia dell’album è L’Uomo Dagli Occhi Di Ghiaccio – « L’Ultima Immagine », che richiama il tema principale, ma affidandolo alla chitarra acustica di Carlo Pes e al clarinetto di Gino Marinacci. Il Verdetto è un altro frangente atmosferico, con il basso intento a simulare il ritmo cardiaco e le percussioni a scandirne il tempo. Infine, La Sedia Elettrica, crescendo di archi dissonanti, batteria e basso. In trenta minuti, la partitura di Peppino De Luca entra dritta nella storia sonora del cinema dei ‘mondi neri’.

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