Pavel Milyakov – La Maison De La Mort

Pavel Milyakov – 'La Maison De La Mort' (2019)

The dark side of Buttechno. Da alcuni, l’alias di Pavel Milyakov è balzato agli onori della cronache sia per la produzione di brani di difficile collocazione tra generi e stili diversi che per le altrettanto singolari selezioni, affatto dancefloor oriented, ma il moscovita ha scelto anche di adottare il suo vero nome per caratterizzare e approfondire il lato, forse, più avanguardistico della sua arte in costante divenire. La spiccata abilità nell’individuare, per poi sottrarre, elementi superflui da un arrangiamento declinato in chiave ambient accentua quella strisciante sensazione di malinconia che traspare dai solchi di “La Maison De La Mort” (2019), pubblicato dalla Berceuse Heroique. Il suo secondo album enfatizza, infatti, suoni spettrali e notturni, ispirati dall’omonimo poema di Guillaume Apollinaire, recitato in russo durante l’introduzione, ma consegna ai posteri anche brani affatto austeri come Moon Pad, Octa Plumb Plucks o May Guitar.

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