Orchestra Walter Rizzati – Park Avenue

Orchestra Walter Rizzati – 'Park Avenue' (2015)

Anche l’odierno mondo in rete ha le sue falle enciclopediche. Laddove le edizioni cartacee appaiono povere di informazioni è, spesso, la tecnologia a colmare alcune lacune. Una consuetudine che non trova riscontri nel caso di alcuni compositori che, in misura minore, hanno contribuito non solo alle colonne sonore dei ‘mondi neri’ del cinema italiano. Appare arduo provare a tracciare, ad esempio, una biografia di Walter Rizzati, autore di score per cult quali “1990 – I Guerrieri Del Bronx” (1982), un post-apocalittico per la regia di Enzo G. Castellari, e “Quella Villa Accanto Il Cimitero” (1981), terzo episodio horror della ‘trilogia della morte’ di Lucio Fulci, laddove le partiture di “Paura Nella Città Dei Morti Viventi” (1980) ed “…E Tu Vivrai Nel Terrore! L’Aldilà” (1981) erano state affidate allo storico collaboratore del cineasta, Fabio Frizzi.

Di Walter Rizzati si ricordano anche travolgenti contributi per “L’Insegnante Balla Con Tutta La Classe” (1978), con protagonisti Lino Banfi e la splendida Nadia Cassini, e per l’oggi introvabile “L’Argent Du Ministre” (1980). Da non sottovalutare anche la portata di un’altra soundtrack per una pellicola particolarmente amata dal pubblico, cioè “Io Sto Con Gli Ippopotami” (1979), l’undicesimo film della collaudata coppia composta da Bud Spencer e Terence Hill. Nel corso del tempo, tra la fine degli anni Settanta e l’alba dei Novanta, la discografia dell’artista si è arricchita di svariate librerie musicali in costante equilibrio tra easy listening, funk, jazz, che tradiscono un certo amore nei confronti di sonorità dai rimandi statunitensi, in maggioranza pubblicate dalla Beat Records Company di Franco De Gemini e da una sua propaggine, la Duse Record.

Park Avenue” (2015) dell’Orchestra Walter Rizzati, ristampato dalla Dagored, fa parte del suo ristretto catalogo, così come un’altra library in odor di New York, “Manhattan” (1978), pubblicata in quel caso senza l’ausilio del suo ensemble di supporto, lo stesso presente, invece, in “I Love America” (1983), su Beat Records Company. L’album è dedicato alla c.d. ‘quarta strada’ della Big Apple, quell’ampio viale in direzione nord-sud del quartiere di Manhattan che, per gran parte della sua lunghezza, scorre parallelo alla celebre Madison Avenue a ovest e a Lexington Avenue a est. Una strada abbellita dalla presenza delle begonie, che non necessitano di continue annaffiature e sono resistesti al Sole, e lungo la quale ha sede, per pura coincidenza, il Consolato dello Stato italiano. In qualche modo, un’opera come “Park Avenue” prova a incorporare tale lucente mood.

La title-track, posta in apertura del lato A, offre immediati rimandi funk all’aria che si può respirare in loco. Romantica Above The Skyscraper, segnata dall’assolo di chitarra elettrica e una manciata di note lunari, da ascoltare non soltanto in cima a uno dei tanti grattacieli che dominano la city. L’Orchestra Walter Rizzati si cimenta anche in un’ode bucolica per chitarra, archi e percussioni, Central Park, dedicata all’omonimo e attiguo parco newyorchese. In Encantadora è possibile cogliere influenze disco, d’altronde “Park Avenue” (1978) è stata rilasciata per la prima volta in vinile pochi mesi dopo il boom dell’iconico “La Febbre Del Sabato Sera” (1977). Nonostante la sua portata ariosa, un brano per archi e pianoforte come Theodora è impregnato di una certa malinconia. Sunshine In Paris un’eccezione ‘geografica’ e, soprattutto, un valzer fuori programma.

Il lato B riprende con la delicata A Step From Lincoln Center, che richiama alla mente quel complesso di edifici dedicati in gran parte allo spettacolo, tra cui la Metropolitan Opera, distante pochi passi dal sopracitato Central Park. Il groove ritorna protagonista in una manciata di secondi: The Ballade Of The Cobra è tanto energica quanto ballabile. Un’occasione per mettere in mostra anche la sezione fiati dell’Orchestra Walter Rizzati. Se On A Pan Am Flight è l’ennesima traccia in punta di piedi, è la ritmata Comanche Rock a insinuare un minimo di suspence in “Park Avenue” e a ricordare all’ascoltatore che, allora, la stagione dei poliziotteschi cinematografici era al suo apogeo. Un soffio di vento introduce la melensa Together Just Once. L’alternanza tra temi dicotomici trova la sua ultima espressione nella spensierata e fischiettante Sweet Brasileira.

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