Ophion – Pallor Absentis

Ophion – 'Pallor Absentis' (2011)

Il monicker prescelto affonda le sue radici nella mitologia greca. Ofione era uno dei due Titani che, insieme a Eurinome, regnò sul mondo prima dell’avvento di Crono. Non è stato ancora svelato il mistero sull’identità degli Ophion, ma ciò appare di poco conto, perché in linea con le scelte editoriali di un’etichetta di nicchia quale la diametric. di Arne Weinberg, già a capo dell’AW-Recordings, oggi chiusa. La filosofia che ispira il produttore tedesco pone inequivocabilmente alla sua base l’amore e la passione per la musica elettronica, che non deve essere affatto connessa alla superficiale speculazione egocentrica di coloro che si definiscono artisti.

Secondo il suo proprio punto di vista, è necessario maggior rispetto e, soprattutto, intendere la musica elettronica come una vera e propria forma d’arte. Tendenze e hype non rientrano, infatti, nei piani della label. L’obiettivo della diametric. è quello di non concentrarsi su un genere definito, non importa se techno, electro o house, bensì su qualsiasi musica confluisca all’interno di tali ferrei presupposti.

Non essendo prevista alcuna distribuzione digitale, l’etichetta stampa solitamente in vinile, in circa trecento copie numerate a mano e inserite all’interno di una confezione di plastica con copertina cartacea in bianco e nero estraibile. La cifra delle edizioni si abbassa, poi, di un centinaio e più per le centellinate uscite in cd, che ricalcano il medesimo packaging e, ovviamente, analogo design.

Le duecento copie di “Pallor Absentis” (2011) racchiudono il raffinato lavoro di un misterioso duo che a lungo si è soffermato sulla realizzazione di un sound organico, riflesso in sei oscure tracce ambient costruite attraverso field recording, tali da circoscrivere astratti spazi in cui perdersi. L’inizio con la cupa The Realm Of Slumber è dei più ansiogeni attraverso il lento e sordo scrosciare di gocce d’acqua. Contraddistinta dal fruscio del vento e dai cinguettii degli uccelli, la malinconica Staring Into The Heart Of The Sun sembra esserne il parziale contraltare.

I battiti metallici e altre deflagrazioni sonore introducono Gorgon’s Fall che, poco alla volta, scivola tra pulsioni analogiche. In scia, Cataclysmic Seasons si pone come la traccia più dub-oriented. Più rarefatta l’eclissi di Millenia, accompagnata dalle uniche spoken words presenti nel breve, ma intenso, album. In chiusura, Staring Into The Heart Of The Sun (Bvdub’s Test The Depth Of Your Heart Mix) segna l’ingresso in scena di Brock van Wey, che insuffla dolci note di piano e sfuma brusii per diciotto epici minuti. Il debutto degli Ophion è puro suprematismo sonoro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.