Odeon – Selva

Odeon – 'Selva' (2015)

Precipizi, lagune, dune e selve. L’ultimo 12” rilasciato da Edizioni Mondo è un’ode rivolta a quegli evocativi squarci di natura incontaminata, semplicemente selvatica. Con “Selva” (2015) degli Odeon, l’etichetta di Francesco De Bellis, meglio noto come Francisco, prosegue così un intenso, e talvolta intimo, percorso tra sonorità sia ambient che downtempo, rivolgendo lo sguardo alle librerie musicali del passato.

Descrizione

Il misterioso ensemble romano segue la scia tracciata dai precedenti artisti coinvolti, vale a dire L.U.C.A., ROTLA e Studio 22, palesando un’autentica devozione per macchinari e strumenti vintage, di cui si sono serviti alcuni dei loro riferimenti, padri della sperimentazione tricolore tra colonne sonore e psichedelia come, ad esempio, i Goblin, o maestri del calibro di Ennio Morricone, Stelvio Cipriani e Fabio Frizzi.

Musica

I rumori di porte e finestre si sovrappongono a chitarre acustiche ed elettriche, percussioni e sintetizzatori. Registrazioni casalinghe e in studio, ma con la testa sempre rivolta ai luoghi del cuore, quelli del Parco Nazionale del Circeo. Catturarne l’atmosfera autunnale e riprodurla sul pentagramma: la musica degli Odeon sa essere crepuscolare, malinconica e altrettanto rigogliosa di sviluppi persino romantici.

O, in qualche modo, visionaria. Anxur occupa l’intero lato A, per interminabili minuti di beatitudine tra arpeggi, melodie e vocoder. Sul lato B, South Bay e Maga Circe si compongono, invece, di esotismi dal retrogusto balearico ed echi field recording, a cui si sovrappongono fraseggi sci-fi e altre sequenze più oniriche. Il colore verde di alberi e piante e la magia degli Odeon: una compiuta e superba sintesi in note.