No Genres, Only Passion

Kinda Soul Recordings

Stefano Boati, in arte Ksoul, è un accanito collezionista di dischi, versatile dj e stimato produttore, spesso in coppia con il fraterno PaoloMuteOscillatorGiangrasso, nonché label manager di una gradevole realtà torinese: la Kinda Soul Recordings. Un’etichetta che, con poche release, ha saputo mettere d’accordo numerosi appassionati house, perché ricche d’influenze che, in sostanza, riflettono i variegati ascolti del torinese, amante della disco più oscura, del funk più bizzarro e di altre sonorità cosmiche. Nel corso dell’intervista, l’artista svela alcune curiosità e di come un incontro al posto giusto e, soprattutto, al momento giusto possa cambiare le sorti di alcune vite.

Cosa ti ha spinto a fondare Kinda Soul Recordings?


Di sicuro, la passione che è alla base di tutto. L’incontro con MuteOscillator è stato fondamentale per quello che è poi diventato il nostro progetto comune come producer, senza poi dimenticare l’esperienza precedente con Rabih Beaini e Morphine Records.

Perché hai scelto un ‘gentil’ nome?


Il nome nasce come diretta conseguenza del mio soprannome come dj e rappresenta le numerose sfaccettature che può rappresentare un’etichetta mantenendo intatta, però, la sua caratteristica principale: l’anima.

L’avventura della label è cominciata con “Kinda Soul Vol. 1” (2008) a cura di Scott Ferguson e del tuo precedente monicker Kindasoul laddove, ad oggi, si contano una decina di uscite. In base a quali caratteristiche le hai scelte?


Tutto ha avuto inizio nel 2008. Kindasoul è un monicker che avevo deciso di usare per progetti aperti e che, in realtà, ho usato solo per quella traccia, poco prima d’incontrare MuteOscillator. La filosofia dell’etichetta è semplice, cioè il non essere ancorata a un genere preciso. Cosa che si riflette, particolarmente, nei miei gusti musicali.

A distanza di anni, ti aspettavi così tante recensioni positive sul loro conto?

Sono soddisfatto e anche molto ambizioso, quindi, tendo a guardare sempre avanti cercando di analizzare gli errori del passato. Ora, sia da parte mia che di MuteOscillator, c’è molta voglia di allargare gli orizzonti sia in sede di produzione che come djing.

La Kinda Soul Recordings è divenuta nota per aver ospitato i virtuosismi di artisti quali Jus-Ed, Scott Ferguson, Kassem Mosse, Rick Wade, Lady Blacktronika, Mat Chiavaroli, Takeshi Kouzuki e Isoul8. Assoceresti a ognuno un ricordo?


Innanzitutto, certi incontri con loro sono rimasti impressi nella mia mente come, ad esempio, quelli con Jus-Ed a Londra, con Chet a Dresda, con MNKS a Taviano, in presenza anche di Marcello Napoletano, con Rick Wade al party dell’etichetta Uzuri e senza dimenticare quello storico con MuteOscillator da Area Beat. Definirei, poi, la musica di Kassem Mosse come new wave e quella di Lady Blacktronika beatdown. A Scott Ferguson associo l’aggettivo ‘solid’. Di Mat Chiavaroli e Takeshi Kouzuki posso soltanto dire che sono due bravi ragazzi appassionati, rispettivamente, di disco e acid house. Isoul8, invece, è il ‘reverendo’, la mia ispirazione.

Quali sono gli elementi che ti inducono a scegliere un artista per la tua etichetta?


Conta l’aspetto musicale ma, spesso, anche la casualità di un incontro, la qualità espressa e gli stimoli dell’artista nell’essere pubblicato su Kinda Soul Recordings.

Che approccio hai, invece, nei confronti di chi ti invia un demo?


Non sopporto la superficialità di chi spedisce demo a più etichette senza una logica. Prediligo chi fa delle scelte a priori e invia un progetto esclusivo per una singola label o, comunque, per poche etichette con un legame a livello di genere.

Quale disco del passato ti sarebbe piaciuto rilasciare?


Parecchi. Non sempre è stato possibile farlo per diversi motivi. Una grande soddisfazione è stata quella di far uscire su Kinda Soul Recordings, proprio in questi giorni, una traccia di Enrico Crivellaro, cioè Isoul8, un artista che stimo da diversi anni.

Quali, poi, i problemi legati all’industria musicale che tocca affrontare?


Ormai l’industria musicale, al nostro livello, non esiste più. I problemi nel gestire un’etichetta sono molteplici, a partire dalle scelte artistiche, perché non essendoci introiti diretti le difficoltà aumentano e tutto gira intorno alla passione di chi la gestisce.

Quanto è cambiato il mercato musicale durante questi anni?

È cambiato con l’avvento del digitale, ne ha subito le conseguenze. Ci si deve adeguare ed è inutile fare paragoni con il passato: è fondamentale portarsi dietro il proprio background e difenderlo a denti stretti, ma anche essere coscienti del presente.

Hai pensato di ricorrere a cd e cassette per diversificare l’offerta?

Il vinile è parte integrante della mia vita, è la mia passione, non posso più farne a meno, quindi, è e rimarrà sempre il mio supporto preferito. Il cd credo sia da considerare un formato più da album. Le cassette mi piacciono molto, mi ricordano i mixati dei dj di alcuni anni fa e le trovo intrise di fascino oltre ad avere un suono intenso e particolare. Confesso, poi, che mi piacerebbe molto pubblicare qualcosa su nastro.

Da sostenitore di un formato fisico e, soprattutto da collezionista di dischi, come ti poni nei confronti della diffusione della ‘musica liquida’?


Non la amo, però, credo che sia una scelta dettata dai tempi. Facilita la diffusione di suoni ma, oltre a creare confusione tra i neofiti, limita le vendite e il supporto agli artisti. I collezionisti esisteranno sempre, quindi, ciò fa ben sperare per il futuro del vinile.

In che modo Torino ha influenzato la tua musica e le tue scelte?


Amo molto Torino, anche se in passato ho sentito la necessità di fare alcune esperienze altrove tra Londra, Venezia e Parigi. Sono tornato a casa nel 2003 e, da allora, ho trovato una città diversa, persino più europea per certi versi, probabilmente, il posto migliore in Italia al momento. Una città, soprattutto, in costante ascesa e ciò aiuta.

Quali sono i progetti futuri della Kinda Soul Recordings?


Seguirò delle direzioni musicali differenti. Io e MuteOscillator inizieremo, a breve, un progetto chiamato KOSM con l’obiettivo di essere sempre più un’entità unica e ridefinire alcuni dettagli del nostro percorso musicale.

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