Nimh – This Crying Era

Nimh ‎– 'This Crying Era' (2012)

Un buon inizio. (Synästhesie Schallplatten) è il nome della neonata etichetta indipendente di stanza della Capitale legata a doppio filo alla figura di Matéo Montero e votata a sonorità oscure, in perenne bilico su quella mai definitiva o definita linea di confine che separa ambient, drone e le più varie sperimentazioni da pubblicare, per la fulgida gioia dei veri appassionati, ovviamente in vinile. Per edizioni destinate a rimanere scolpite nelle memorie dei frequentatori del ‘cerchio magico’ di Ultrasuoni Records e degli appassionati tutti. La neonata label si presenta sin da subito al meglio grazie a sei ‘mistiche’ tracce di un validissimo produttore italiano che, nonostante una florida discografia in continuo aggiornamento, e come spesso accade all’interno della nicchia della musica elettronica d’avanguardia, è probabilmente noto purtroppo a pochi.

Giuseppe Verticchio nasce a Roma nel 1965 e, fin da bambino, ha amato circondarsi “di qualsiasi oggetto fosse in grado di emettere suoni”, da quelli giocattolo a quelli veri, come il registratore a cassette Philips avuto in regalo dai genitori e che, sin da subito, divenne un “inseparabile compagno, anche per ascoltare la musica”, inizialmente pop e rock progressivo allora in voga, prima di essere folgorato da new wave, synth-pop e, soprattutto, dall’opera di Klaus Schulze che, insieme ai Kraftwerk e ai Tangerine Dream, è tra i pionieri assoluti della musica elettronica contemporanea. Dagli anni ’80 in poi è, dunque, maturato un costante, quasi ‘fisiologico’ interesse, mai interrotto, per i suoni più profondi e, in generale, “verso forme di musica meno convenzionali e più sperimentali”, laddove anche la cifra artistica di Brian Eno contribuì al suo avvicinamento al primo abbozzo mainstream di musica ambient.

Una serie di ripetuti viaggi in Thailandia e un anno trascorso sull’isola di Koh Samui fa sì che in Giuseppe Verticchio emerga e, contemporaneamente, maturi un costante interesse per una cultura lontana, “ivi inclusa la sua musica etnica, tradizionale e classica, e i relativi strumenti di origine locale adoperati per questi generi musicali”, che gli permetteranno di approcciarsi a “una gamma incredibile di suoni davvero unici, inimitabili, inediti, assolutamente sorprendenti” e “in grado di emettere suoni così incredibili da fare invidia ai più moderni e costosi sintetizzatori”, spesso “così straordinari da non necessitare di alcuna rielaborazione”, salvo ricorrere a un qualsiasi software di editing audio per ampliare ulteriormente e in maniera rilevante la gamma di opportunità di ricerca sonora offerte dall’utilizzo combinato di differenti strumenti. In materiali poveri, analogici o del tutto informatici.

Dal 2001, ricorrendo allo pseudonimo Nimh, ha firmato una quindicina di uscite, talvolta assai diverse le une dalle altre e contenenti, almeno apparentemente, ciò che un ascoltatore disattento potrebbe definire come un confuso insieme di suoni. Gli stessi hanno finito per essere diretta emanazione in cd o cassetta delle sue esperienze sonore e di vita. Giuseppe Verticchio ha, inoltre, all’attivo alcuni progetti paralleli con Andrea Marutti negli Hall Of Mirrors e in coppia con quest’ultimo, Gianluca Favaron, Maurizio Bianch, Mauthausen Orchestra e Stefano Gentile nei Maribor, senza dimenticare altre collaborazioni a vario titolo in progetti aperti, partecipazioni a cd e compilation, esibizioni dal vivo e realizzazioni di editing e mastering. Insomma, un artista completo, dalla mente aperta, pronto a superarsi di continuo.

Masterizzato dallo stesso, fedele Andrea Marutti, “This Crying Era” (2012) è, invece, il suo primo lavoro distribuito in vinile – 180 grammi, edizione limitata a sole cento copie numerate, con inserto speciale – e che raccoglie alcune sue tracce composte e registrate tra il 2002 e il 2011, di cui alcune già pubblicate in precedenza. Splendidamente cinematografico e sinistramente affascinante, l’album coniuga al meglio una manciata di intricate costruzioni avanguardistiche con spettrali rumori di fondo, intrisi di una malinconia strisciante. A seguito di una serie di pubblicazioni innovative, e per più di un motivo, Nimh ritorna al passato, ovvero alle radici della sua composita arte, materia prima dei sogni. L’innata classe del musicista romano al servizio dell’ascoltatore per quaranta minuti.

L’apertura, affidata alla title-track, si colora sin da subito di epici toni in lenta successione nell’arco di un movimento noise carico di rumori elettrici che, però, non rinuncia a una partitura melodica sulle splendide note di piano: la collaborazione, su più livelli, con Philippe Blache squarcia improvvisamente il grigio cielo sovrastante e arricchisce This Crying Era di una componente eterea. L’atmosfera di mistero, però, continua in Streets Of Teheran, precedentemente rilasciata per la compilation “Beyond The Sound” (2002) su Oltre Il Suono, l’etichetta di proprietà dello stesso Giuseppe Verticchio. Basandosi in parte su field recording urbani, la traccia permette all’ascoltatore quasi di camminare per le strade della capitale iraniana, spesso al centro di vicende a carattere socio-politico piuttosto che musicali.

In scia, The Thadandar’s Room è il secondo e ultimo inedito presente all’interno di “This Crying Era” e tra suoni tanto ipnotici quanto oppressivi si chiude, di fatto, il lato A. Sulla superficie di Dark Earth, già rilasciata per la compilation “Beyond The Darkness” (2005) sempre su Oltre Il Suono, fioriscono, invece, suoni acidi, sul cui flusso si innesta la traccia più cinematografica fra tutte: A Liquid Nightmare, originariamente pubblicata in digitale per la compilation “Sans Ttire, 2001-2004” (2005) su taâlem, che fa ripiombare l’ascoltatore nell’abisso. In chiusura di lato B giace The Garden Of Loneliness, apparsa su “Together’s Symphony” (2005) su Silentes Minimal Editions e frutto della collaborazione con M.B., che, tra tonanti bordoni e stridenti accordi di chitarra, racchiude tutto l’incanto dell’italico rumorismo contemporaneo, di cui Giuseppe Verticchio/Nimh ne incarna una delle anime più visionarie.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.