Nico Fidenco – Black Emanuelle: Orient Reportage

Nico Fidenco – 'Black Emanuelle- Orient Reportage (Original Motion Picture Soundtrack)' (2014)

Emanuelle (Laura Gemser), reporter giramondo per un periodico statunitense, giunge a Bangkok in compagnia dell’amico archeologo Robert (Gabriele Tinti) per realizzare un servizio su usi e costumi locali. Ospite del principe Sanit (Ivan Rassimov), cugino del re, Emanuelle visita la capitale, tra danze e combattimenti di galli, oltre a essere iniziata dallo stesso alle delizie erotiche della Thailandia. Il principe Sanit è, però, arrestato con l’accusa di tramare alle spalle dei reali. Emanuelle è privata della macchina fotografica, del passaporto, del denaro: è costretta a sedurre un poliziotto per lasciare Bangkok. La reporter si sposta così a Casablanca, sede dei nuovi scavi di Robert. Qui, oltre alle avventure con i Tuareg, incontra la figlia del console degli Stati Uniti, con cui ha un rapporto saffico. Una volta riottenuti i documenti e il frutto del suo lavoro fotografico, la reporter parte per Parigi, lasciando un vuoto nei letti più che nei cuori di donne e uomini.

Descrizione

“Emanuelle Nera – Orient Reportage” (1976) è il secondo capitolo della serie iniziata da Bitto Albertini. Il successore del celebre “Emanuelle Nera” (1975) avrebbe dovuto essere chiamarsi “Velluto Nero” (1976), ma qualcosa andò storto e il titolo fu adottato da Brunello Rondi per uno dei film ‘non ufficiali’ dell’ambrata protagonista, affiancata da un’altra irresistibile bellezza, Annie Belle, già al centro di “Laure” (1976) di Emmanuelle Arsan. Il lungometraggio di Joe D’Amato codifica, invece, in via definita quegli elementi esotici ed erotici destinati a esercitare una costante leva sull’immaginazione dello spettatore dell’epoca seduto all’interno di un qualsiasi cinema: autentiche location da sogno, audaci sequenze softcore, allucinanti vouyerismi da mondo movie. Il cinismo e l’orrore di “Emanuelle – Perché Violenza Alle Donne?” (1977) ed “Emanuelle E Gli Ultimi Cannibali” (1977) il preludio alla strana deriva women in prison del genere sexploitation.

Musica

L’eclettica colonna sonora di Nico Fidenco, ripubblicata in vinile su iniziativa della Dagored, è introdotta dalla canzone Sweet Living Thing venata di nostalgia, a cui seguono le versioni ‘derivate’ Sweet Bossa, Arabian Evasion Theme, Bellies Orient Dance e Sweet’s Variations. Un tripudio di archi, flauti e violini inframezzato dalla digressione esotica per chitarra acustica e strumenti a percussione, Thailand Sweet Sound che, ugualmente, incorpora la melodia ricorrente, differente, però, da quella ‘della serie’, ripresa in Emanuelle’s Theme, con robusti fiati e strategici vocalizzi. Mentre Orient Riders declina il ‘solito’ tema stavolta in chiave disco, e la divertente Ping Pong Dance lo rielabora al clavicembalo, le sonorità orientali di Thailand Market Theme seducono una volta in più l’ascoltatore. L’ultimo brano della tracklist di “Black Emanuelle: Orient Reportage (Original Motion Picture Soundtrack)” (2014) è la sensuale Body To Body.

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