Netherworld – Algida Bellezza

Netherworld – 'Algida Bellezza' (2019)

La fragilità della natura artica e la celebrazione di una nuova vita. “Algida Bellezza” (2019) non è solo l’atteso successore di “Alchemy Of Ice” (2013) e “Zastrugi” (2015), perché rappresenta un progetto altamente simbolico per più di un motivo. Il ritorno di Netherworld sulla propria Glacial Movements coincide, infatti, con lo svelamento di un quintetto di brani realizzati mediante il Roland VP-9000 collegato con un rack multieffetto nel corso di alcune notti insonni a partire da novembre 2015, cioè dalla nascita della sua primogenita, fonte d’ispirazione e personale stella polare. Un avvenimento che ha innescato la creatività di Alessandro Tedeschi, fautore di un parallelismo tra l’innocenza e la fragilità di una neonata e quella della flora e della fauna dell’ecosistema artico, sublimato dalla meravigliosa foto di Carsten Egevang.

Nonostante la sua importanza strategica, il cane da slitta della Groenlandia non è, però, tra ‘protagonisti’ in note di una splendida opera, identificabili dai titoli, in latino, delle tracce, ovvero Vulpes Lagopus, Somniosus Microcephalus, Orcinus Orca, Monodon Monoceros e Ursus Maritimus. Ciascun animale è associato a un vivido paesaggio terrestre, acquatico o ghiacciato e, in parallelo, alle ‘classiche’ sonorità diafane, fluttuanti, incantate, rarefatte e finanche spettrali nelle corde dell’artista italiano. Le sue modulazioni eteree definiscono i contorni e l’immaginifico agire della splendida volpe artica, del longevo squalo della Groenlandia, dell’orca dominatrice degli oceani, del narvalo unicorno acquatico e dell’orso bianco, amplificando le facoltà percettive dell’ascoltatore, lanciando un monito alternativo sulla loro conservazione.