Narassa, Zanagoria – Popfolkmusic

Narassa, Zanagoria – 'Popfolkmusic' (2017)

C’è musica e musica. Per il cinema, per la televisione o per appagare il proprio divertimento. Un album quale “Popfolkmusic” (1973) nasceva con l’idea di non prendersi sul serio e, soprattutto, di dare libero sfogo alla propria creatività. La library ristampata dalla Sonor Music Editions (2017) mette in evidenza le doti compositive di Narassa e Zanagoria, all’anagrafe Sandro Brugnolini e Giorgio Carnini. Un sassofonista e un tastierista con diverse release alle spalle, già collaboratori per altri musicisti e desiderosi, quasi da autodidatti, di saggiare soluzioni differenti con i sintetizzatori.

Le nuove tecnologie dell’epoca offrivano eterei spunti ai compositori che intendevano realizzare musica da sovrapporre a immagini documentariste per alacri industrie, metropoli in espansione e viaggi nello spazio ma, in parallelo, consentivano alle grandi produzioni di risparmiare sui costi di un’orchestra vera e propria. Nell’arco di un decennio, le compagini che si esibivano per l’ottava arte avrebbero finito per scomparire poco alla volta, così come le stesse librerie musicali, ignorate e svendute da molti, salvo ritornare in auge in scia alle richieste di appassionati e collezionisti.

La sfida di Narassa e Zanagoria fu quella di servirsi dei sintetizzatori in modo parco per ribadire il proprio entusiasmo, un impegno costante e un’assoluta professionalità agli stessi addetti ai lavori, inclini a stanziare budget con pochi zeri per determinati commenti sonori. Pubblicato per la prima volta dalla International HIFI, “Popfolkmusic” offriva un pool di brani abbastanza disomogenei tra loro, sei sul lato A a cura di Sandro Brugnolini e sei sul lato B firmato da Giorgio Carnini. Al centro dell’opera nessuno scontro tra analogico e digitale, soltanto esperimenti, pop e buon umore.

In verità, l’album prende il via con una dolce ballata per flauto e sintetizzatore, Fermiamo Il Tramonto, ma decolla pochi minuti dopo con Pop Medievale, che impone un netto cambio di ritmo. Al rapido e trascinante beat con trombino segue il pop ‘pesante’ con chitarra wah wah di Equipe Nomade. Alla seconda ballata di “Popfolkmusic”, l’adolescenziale Gli Anni Del Candore si contrappone, poi, la rilassante incursione folk intitolata Cavallo E Chitarra. In chiusura di lato A, la demenziale Cineclown, una traccia velocissima per suscitare ulteriore ilarità durante la proiezione di vicende comiche.

Il lato B riparte con la spensierata ballata Calcio Derby. Oltre il tema dal retrogusto cinematografico, il country pastorale di Verdi Pascoli Inglesi. Il clima bucolico è, però, presto infranto dal ruvido pop ‘underground’ di Aperitivo Da Vanni e Itinerario Di Un Hippy, una doppia occasione per ascoltare anche qualche assolo di chitarra elettrica. Nel mezzo, incuriosisce Inno Dei Barboni, una buffa marcetta senza pretese che fa luce sulle potenzialità offerte da un sintetizzatore. La conclusiva Stupid Theme l’ennesimo divertissement per caratterizzare situazioni davvero grottesche.

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