Mystic Jungle – Night Of Cheetah

Mystic Jungle ‎– 'Night Of Cheetah' (2018)

Un ghepardo a più teste è al centro della copertina. Non un giaguaro, né un leopardo, solo un guardiano notturno. un’idea del genere l’ho mutuata sfogliando libri di interni anni Ottanta. C’era una fotografia che mi ha colpito molto, ritraeva un appartamento con luci soffuse, colori magenta e indaco. ho immaginato che un ghepardo potesse essere il perfetto animale domestico per quel tipo di spazi. Come se fosse un ulteriore elemento di ‘arredamento’.

Essenziale, metropolitano, smooth al punto giusto. Dieci movimenti, alcuni davvero ballabili, e una curiosa introduzione ‘atmosferica’. “Night Of Cheetah” (2018) è il primo album di Mystic Jungle, all’anagrafe Dario Di Pace, rilasciato da Periodica Records e dedicato a tutti coloro che si preparano a vivere lunghe ore al buio. Come felini. Eleganti e sinuosi, in attesa di balzare sulla preda di turno o, magari, su un comodo dancefloor.

Dopo un anno dedicato a The Mystic Jungle Tribe, ho sviluppato alcune miee idee, estrapolando quello che è il mio apporto all’esperienza di gruppo. Tra noi c’è sempre grande condivisione, ognuno ha sì il suo stile, ma proviamo a raccontare la medesima storia. In questo caso, ho limitato il mio agire, utilizzando la ‘selvaggia’ Yamaha DX21, con infinite possibilità di suono, e ho interrotto il continuum concettuale che ha caratterizzato le release come trio.

Il lato A prende il via ammantato di mistero con Enter The Night. Un alone, però, pronto, a dissolversi in pochissimi istanti, a fronte dell’incalzare dei battiti di Night Of Cheetah. Le vibrazioni positive continuano con l’ellittica Mumbo Jumbo, che innesca una lenta discesa ritmica. Alla dolcissima Blue Marlin Club, ideale sottofondo per struggenti tramonti urbani, è contrapposta la criptica e ‘strisciante’ El Sueño De La Culebra.

Blue Marlin Club è l’unica traccia che prende le distanze dalle altre, finalizzate di getto nell’arco di due settimane. è stata realizzata per un altro progetto discografico, oggi accantonato, traendo spunto da un videogioco di pesca per il Super Nintendo, con le barche ridotte a una manciata di pixel. La scorsa estate avevo il tempo da dedicare a un album e, soprattutto, l’esigenza di realizzarlo per motivi di catalogo, in quanto i precedenti 12” avevano un differente mood.

Se Creepy Movements riporta in auge una certa vivacità in prossimità del lato B, Poisonous Galaxy offre all’ascoltatore tre autentici minuti sci-fi, prima che l’intensità di Psychic Voodoo lo travolga in pieno. Gli alti e bassi di The Black Magic ad hoc per lanciare la sferzata funk, Glitter Games. Mystic Jungle rivela, infine, il suo lato più nostalgico, se non romantico, con Endless Road, anticipatrice del caldo vento d’agosto.

Quest’ultimo è il brano più indefinito, che prevedeva il ricorso a una voce che, però, non è stata aggiunta, ma non escludo che ciò possa concretizzarsi in futuro, su 7”. La maggioranza delle composizioni sembra essere la versione strumentale di chissà quale traccia. Stavolta, ribadisco, non c’è alcuna concettualità di fondo. “Night Of Cheetah” è fondato sull’immediatezza. C’è uno studio accurato, non solo in termini di sonorità, così come di ritmica. Non era mia intenzione replicare qualcosa riconducibile al marchio The Mystic Jungle Tribe.

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