Michael Bundt, Peter Seiler – Dreamdancer

Michael Bundt, Peter Seiler – 'Dreamdancer (Original Motion Picture Soundtrack)' (2016)

Vinyl is still sexy. Non ci sono soltanto le colonne sonore di Gerhard Heinz, ma anche quelle di Michael Bundt e Peter Seiler. La raccolta “Dreamdancer / Carl Ludwig, Der Traumtänzer (Original Motion Picture Soundtrack)” (2016) è, infatti, il terzo episodio discografico di una serie a luci rosse che non smette mai di sorprendere. Ogni release su Vinyl Of Austria Group Vienna, una divisione della Private Records di Janis Nowacki, offre puntuali spunti di riflessione sotto svariati punti di vista.

In primis, il valore della riscoperta di un suono obliquo, psichedelico, d’epoca. Quando krautrock e disco viaggiavano su binari fin troppo paralleli. Numerosi artisti erano in grado, poi, di confrontarsi con generi diversi, lasciando ampio spazio alla propria creatività nel quadro di un cinema bistrattato, povero e, soprattutto, in continua evoluzione. Le sperimentazioni divenivano così una felice consuetudine a ogni latitudine e longitudine. Dopodiché, la presunta operazione nostalgia, o un piccolo tributo a una coppia di artisti poco noti al grande pubblico, si trasforma in qualcosa di più grande.

Se da una parte i gioiosi brani di “Dreamdancer” sono un’autentica novità sul mercato, dall’altra assumono un valore differente quali testimonianze di due film hardcore al centro anche di una bizzarra vicenda di cronaca locale. “Carl Ludwig, Der Traumtänzer” (1975) e “Carl Ludwig, 2. Teil – Carl Ludwigs Heiße Träume” (1983), diretti dal tedesco Charlie Bundt, sono stati vietati ai minori e le relative bobine ritirate dalle sale poco dopo le rispettive uscite. Alcuni anni fa un collezionista di Colonia si rivolse alle autorità competenti, richiedendo una copia del secondo titolo per uso personale.

Il tribunale amministrativo della città renana gli ha, però, negato l’accesso agli archivi. Nella sentenza, la corte dichiarava una potenziale violazione di materiale protetto da copyright e lo equiparava, erroneamente, a quei contenuti mediatici a sfondo antisemita, pro-nazismo o pedo-pornografici. Il richiedente si è appellato allora all’Informationsfreiheitsgesetz, un documento che, in linea di principio, garantisce la libertà di consultazione di oggetti ormai rari o fuori mercato.

La sentenza è stata perciò impugnata e presto ci sarà un nuovo grado di giudizio. Oltre la giurisprudenza, le due pellicole. Nella prima, diversi sceneggiatori offrono i loro storyboard all’agenzia di Carl Ludwig e il produttore finisce per immedesimarsi di continuo nei personaggi, vivendo le proprie fantasie sessuali notte e giorno, poiché ormai incapace di concentrarsi sul lavoro. Nella seconda, girata in Costa Azzura, le sue avventure continuano in località estive. Da qui la scelta di ricorrere a sonorità accattivanti per commentare le scene di sesso.

La partitura del figlio del regista, Michael Bundt, e di Peter Seiler è semplice. L’edizione della Vagienna complessa e ricca, così come nei casi delle precedenti “Sex Fever / Die Insel Der Tausend Freuden” (2014) e “The Pussycat Syndrome” (2015). La colonna sonora di “Dreamdancer” è stata, infatti, rilasciata in vinile nero o rosa e la sua confezione contiene anche il relativo poster, l’immancabile adesivo e il solito vibratore di differenti colori. Il lato A si apre con l’ariosa Funky Phill, tra sospiri, gemiti e una manciata di parole in inglese che lasciano ben poco all’immaginazione.

E un groove trascinante. Auto Verfolgung, Absturz è, invece, più ritmata nei suoi primi secondi, lasciando presagire a un’atmosfera poliziottesca, ma orpelli elettronici e note di pianoforte ne frenano l’immediato incedere. Colpo di scena, poi, con El Hombre, segnata da un’armonica a bocca fin troppo sbilenca. Chissà se il titolo in spagnolo e lo strumento utilizzato siano un modo per ricordare l’estro di Franco De Gemini in “C’Era Una Volta Il West” (1968) di Sergio Leone. Con Beach Dreams, diretta emanazione di Funky Phill, ritorna il clima di festa, brevemente interrotto dall’allucinazione Traumübergang.

Nonostante varie salite e discese sonore, anche la sognante Two Lovers riprende con dolcezza gli stilemi dell’opener. Infine, la marcetta Carl Ludwig, per creare discontinuità. Sul lato B, ritorna prepotente Beach Dreams, con l’ennesimo carico di sensualità, ma lascia presto spazio a Golden Bells, una gradevole parentesi melodica, e la balearica Zick Soul, con la tromba in primo piano. Segue Tackling, un interessante esempio di contaminazione tra funk, soul e rock. L’interludio strumentale Spanish Guitar spartiacque con la ripresa della buffa Carl Ludwig (Version) e l’oscillazione Traumübergang 2, per un finale improvvisamente carico di mistero.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...