MATstudio – MATstudio 1

MATstudio – 'MATstudio 1' (2019)

Una cassetta, un album e il primo singolo di una nuova serie. La collaborazione tra Jonny Nash e Suzanne Kraft prosegue da alcuni anni. Le lunghe suite new age di “Japanese Promotional Tool” (2016) il preludio a un album più strutturato e suddiviso in otto brani ambient, “Passive Aggressive” (2017). Release di rara bellezza a cura della Melody As Truth. “MATstudio 1” (2019) si pone nel solco di tale breve ma intensa tradizione discografica. MATstudio è, infatti, la sigla adottata dai due musicisti per rimarcare sia le iniziali dell’etichetta che la provenienza di brani derivanti dalle loro registrazioni in quel di Amsterdam, dove trascorrono ore e ore ad affinare metodi di produzione e a provare con vari strumenti. Un processo creativo che ha consentito a due menti curiose la possibilità di congiungere i rispettivi interessi nell’ottica di sviluppare un linguaggio musicale comune, fondato persino sull’improvvisazione. Alcuni frammenti sonori sono, inoltre, il risultato di un ‘filtraggio’ di idee, a cui hanno concorso altri artisti.

L’opener In Strange Company He Spoke Softly è stata ‘assemblata’ con grande cura e, non a caso, nel corso dei suoi diciassette minuti è possibile scorgere la successione di diverse ‘sequenze’ atmosferiche, contraddistinte da opportune cesure, derivanti dall’approccio non convenzionale scelto da Jonny Nash e Suzanne Kraft. Timidi accordi di chitarra, un pianoforte sullo sfondo, alcune voci manipolate e declinate in loop, effetti digitali e non in primo piano concorrono alla profusione di un certo clima di serenità. Lo ‘schema’ di The Land Through Which We Pass è, invece, molto meno lineare. La traccia è fondata, in apparenza, su trame eteree, preludio alla ripetizione di indecifrabili suoni metallici e altri inserti glitch. La sezione di registrazioni dal vivo sovrapposte a bizzarre percussioni occupa la parte centrale del brano, garantisce un inatteso ‘ritmo’ e contribuisce ad amplificare il diffuso senso di straniamento dominante in “MATstudio 1”. La conclusione dai toni eterei offre all’ascoltatore scampoli di calma apparente.

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