Martijn Comes & Giulio Aldinucci – Crystalline Procession

Martijn Comes & Giulio Aldinucci – 'Crystalline Procession' (2018)

La traduzione in note dell’impatto della poesia e dei riti religiosi sull’uomo. Due suite, trentotto minuti di musica. Contrasti e visioni a cura di Martijn Comes e Giulio Aldinucci, riuniti dalla Moving Furniture Records per una release split, “Crystalline Tragedies / The Procession (Distant Motionless Shores)” (2018). L’artista olandese e quello italiano non vantano alcuna pregressa collaborazione, ma i loro brani sono stati scelti perché basati sulla dissintonia derivante da una coppia di opposti nietzscheana, costituita dal codice morale della società imposto dalla fede cristiana e dalla consapevolezza che solo arrendendosi alla proprie emozioni è possibile vivere davvero una vita al massimo.

L’avvio della dicotomica ed ellittica Crystalline Tragedies solleva, inizialmente, una coltre di fumo, dai successivi sviluppi drone che, con estrema lentezza, si collocano alle spalle, se non in ritardo, rispetto il segnale principale, una costante per metà della sua durata. È la chitarra di Constantine Skourlis a offrire una temporanea via di fuga. Dapprima un timido arpeggio, poi una serie di distorsioni inserite in un crescendo di suoni rarefatti, portatori di luce. L’improvviso buio ideato da Martijn Comes deriva, invece, da addizioni e sottrazioni di suono, impercettibili anche all’orecchio più allenato, inserite nell’ambito di un vortice la cui intensità diminuirà soltanto alla fine del brano.

La mistica The Procession (Distanti Motionless Shores) fa leva, invece, sui field recording spesso cruciali nelle composizioni di Giulio Aldinucci. Il differente ‘gorgo’ sonico, destinato a raggiungere poco alla volta il suo apice, si configura come un tentativo di ‘sincronizzazione’ solenne del paesaggio esteriore con un sentire interiore. L’indagine è svolta su binari paralleli, tra suoni estratti dalla vita di tutti i giorni e inserti elettroacustici. Calpestii, cigolii, cinguettii e altri indistinguibili rumori costituiscono l’incipit rurale, in odor di profano, su cui s’innesta l’inevitabile bordone. Le voci registrate durante una processione e i rintocchi delle campane le intime istantanee del sacro.

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